GAMBE SENZA RIPOSO: MALATTIA O “MONGERING”? (23/10/ 2007)

L’invenzione di malattie che tali non sono ma che favoriranno il consumo di farmaci, a vantaggio solo di chi li produce, si chiama “mongering” e di questo fenomeno ne abbiamo già trattato in questa rubrica. Qualcuno ritiene di attribuire al mongering anche i disturbi un tempo etichettati come “anxietas tibiarum” e che ora vanno sotto il nome inglese, coniato da Ekborn nel 1945, di “Restless Leg Syndrome” (RLS), in italiano “Sindrome delle gambe senza riposo”. Tuttavia, la maggioranza dei clinici considera la RLS una condizione patologica reale. Del resto il disturbo era noto ben prima che nascesse il mongering (prima descrizione di Willis nel 1685). Esperti della Harvard Medical School di Boston hanno recentissimamente ribadito che l’attenzione alla RLS è giustificata dalla non trascurabile frequenza della condizione nella popolazione generale (5-15%). I sintomi della RLS compaiono quando il paziente è a riposo prevalentemente di sera, quando inizia il sonno e per questo, erroneamente, la sindrome è considerata un disturbo del sonno. Sintomi principali sono l’impossibilità di mantenere ferme le gambe quando si è a riposo e specie se in posizione supina. Il disturbo psicomotorio, cioè lo stimolo a muovere gli arti inferiori, risulta impellente e spesso si attenua con il movimento dell’arto “irrequieto”, per ripresentarsi per altro subito dopo, quando il movimento cessa. La durata del riposo peggiora sia la durata che l’intensità dei sintomi. Disturbi inquadrabili nella RLS sono riscontrabili anche nel 50% circa dei familiari di chi ne è colpito, ma è difficile dire se questo indichi una componente genetica o non dipenda solo da una condivisione di fattori acquisiti. La RLS è più frequente nella terza età, in donne (specie se gravide), in fumatori e in coloro che quotidianamente si sottopongono a sforzi fisici per più di 3 ore. Dubbio appare al contrario il rapporto tra RLS, disagiate condizioni economiche e diabete. Come per altre malattie c’è una frangia di casi in cui non è rintracciabile alcuna causa (predisposizione genetica?). Nelle forme secondarie un possibile fattore causale sembra essere una carenza di ferro, ciò che si accorderebbe con il fatto che la RLS è più spesso osservabile in gravidanza e nei pazienti affetti da insufficienza renale cronica o da anemia ipocromica, condizioni tutte caratterizzate da una carenza di ferro. Tuttavia, il ferro circolante (la sideremia,  pari a 100 millesimi di milligrammo ogni 100 ml di sangue), è spesso normale nella RLS. E’ probabile che difettoso sia soltanto il deposito di ferro in alcune zone del nostro cervello (come il corpo striato e la sostanza nigra) ricche di dopamina, sostanza la cui carenza è responsabile del morbo di Parkinson. Il ferro, “collaborando” con un enzima (la tiroxina idrossilasi) è tra l’altro deputato proprio alla sintesi di dopamina. Questo spiega anche il razionale di alcune strategie terapeutiche messe in atto per trattare i casi più severi di RLS, come l’uso di levodopa (ben noto farmaco anti-Parkinson) e di preparati a base di ferro, con risultati per altro non entusiasmanti. Nei casi meno eclatanti di RLS, si ritengono sufficientemente utili direttive generali quali la regolarizzazione degli orari di sonno veglia, l’evitare sforzi (anche sessuali) prima di iniziare il sonno, una passeggiata dolce e un bagno caldo prima di dormire. Ovviamente vanno banditi fattori notoriamente scatenanti o favorenti la RLS, in primis caffé e fumo. Il mio iperattivo amico Aldo, generoso…in ambedue gli ambiti, non me ne voglia.

Titolo originale. Gambe senza riposo: malattia o “mongering”?