QUELLA “CURA” CON LE PIETRE PREZIOSE (31/10/07)

La cristalloterapia, una della trentina di medicine complementari alternative, come dice il mio amico Silvano Fuso noto chimico-fisico, “è il retaggio di un pensiero magico che attribuisce ai cristalli misteriose proprietà curative”. Il razionale (?) è che i cristalli sarebbero in grado di assorbire o emettere particolari energie sotto forma di vibrazioni capaci di entrare in risonanza con gli organi del nostro corpo penetrando attraverso la cute o per via orale. Nel primo caso i cristalli (solitamente pietre preziose) vengono fatti indossare al paziente inseriti in anelli, bracciali o collane o sono collocati direttamente sui cosiddetti chakra (centri simbolici dell’organismo in molte “filosofie” orientali con funzione di ipotetiche valvole energetiche)  o sui ai punti previsti dall’agopuntura. Nel secondo caso le pietre prescelte vengo immesse per l’intera notte in acqua che così si “attiverebbe”, per essere  poi bevuta dal paziente il mattino successivo (esistono in commercio dei gemmoterapici già pronti). Non si finirà mai di ripetere che ogni teoria è lecita ma che, quando si tratta di tradurla in pratica per curare un essere umano, devono “prima” essere raccolte delle prove. Purtroppo, a fronte di numerosissimi siti e dei numerosi volumi dedicati dalla rete alla cristalloterapia ci stanno tre obiezioni pesanti come macigni: 1) la assoluta assenza di qualsiasi evidenza oggettiva che supporti minimamente l’eventuale potenziale terapeutico dei cristalli; 2) al contrario, una sequenza di affermazioni  totalmente assurde e  facilmente confutabile in base a dati scientifici consolidati; 3) la assoluta assenza di studi clinici controllati in cui l’efficacia dei cristalli sia paragonata, per esempio, con quella di pietre non-cristalli. Fossero positivi i risultati di questi ultimi, anche senza capire il perché si potrebbe incamerare senza riserve pure la cristalloterapia nel bagaglio terapeutico convenzionale.

L’ esempio dello smeraldo che chiedo in prestito al chimicofisico è piuttosto eloquente, ma ci costringe ad andare un po’ sul difficile. Di ciò chiedo venia al lettore ma  non c’è altra via. In un sito Internet dai cristalloterapisti si afferma che lo smeraldo emette onde (“vibra”) a 22kHz e che per questo esso interagirebbe con il corpo umano, con effetto terapeutico soprattutto sul cuore. Ma a quali vibrazioni ci si riferisce? Una frequenza elettromagnetica di 22 kHz cade nell’ambito delle onde radio di bassa frequenza e sicuramente lo smeraldo non emette e non assorbe onde di tal genere. Se si trattasse invece di onde meccaniche una frequenza di 22kHz cadrebbe nel campo degli ultrasuoni, ma è noto che lo smeraldo non può né emettere né assorbire ultrasuoni. Altri cristalloterapisti ritengono infine che i cristalli emanino e assorbano continuamente energia “alla costante ricerca di un perfetto equilibrio” (sic!) grazie ad un effetto piezoelettrico, una proprietà effettivamente scoperta nei cristalli dai fratelli Pierre e Jacques-Paul Curie. Tuttavia l’effetto piezoelettrico è tutt’altra cosa e riguarda la differenza di potenziale elettrico sulle facce di un cristallo sottoposto a compressione meccanica o all’applicazione di un campo elettrico. Conclusione: energie sui generis, sintonie sui generis, proprietà sui generis che possono essere supportate soltanto da una scienza alternativa. Come dire che è vero che la terra gira intorno al sole ma che, per l’astronomia alternativa, potrebbe essere anche l’inverso. Oppure, per l’astrologia “solo” complementare, che potrebbe esserci integrazione delle due cose: un po’ ruota la terra  e un po’ il sole. Naturalmente ciascuno guardando un cristallo è libero  di dire: “Cristallo delle mie brame chi è il più sano del reame?”

Titolo originale. La salute nei cristalli?