CANCRO: SE BASTASSE UNA MELA (29/11/2007)
Un’ansa del 27 novembre, giustamente riportata martedì dal giornale, informa che la mela possiede proprietà anticancro che consentirebbero di dire “Una mela al giorno toglie l’oncologo di torno”. L’enfasi data alla notizia va tuttavia doverosamente ridimensionata e per più di un motivo. Il primo è che questi dati sono tutt’altro che nuovi. Il principale studio di riferimento risulta infatti pubblicato nell’agosto del 2005. Conoscendo i tempi di pubblicazione in riviste internazionali è facile dedurre che la ricerca è finita almeno un anno prima, e siamo al 2004. Inoltre, la valutazione riguarda una serie di studi condotti tra il 1991 e il 2002 e si continua quindi a retrocedere nel tempo. Il secondo motivo per frenare entusiasmi ingiustificati è che gli studi analizzati sono di tipo osservazionale e non di tipo sperimentale. Senza entrare nei dettagli, dobbiamo però sottolineare a chi non è addetto ai lavori che gli studi osservazionali, pur non privi di indicazioni utili e largamente adottati in ricerche epidemiologiche, sono decisamente più fragili e meno attendibili di quelli sperimentali. Essi si basano su interviste talora telefoniche, altre volte basate su questionari cui il paziente risponde in assenza del medico, altre volte ancora con il medico che interroga oralmente il paziente. Questi studi caso controllo sono inoltre retrospettivi e non si basano su dati oggettivi ricavati da cartelle cliniche o da dati di laboratorio ma solo su dati “ricordati” da pazienti spedalizzati. Nel lavoro specifico, ai malati si è chiesto di “ricordare” le mele mangiate nei due anni precedenti ad un gruppo complessivo di 8209 pazienti affetti da vari tumori e a 6729 pazienti affetti da malattie non neoplastiche. Risulterebbe così che il rischio di ammalare di tumore in coloro che mangiano più di una mela al giorno diminuisce in media del 20%, con oscillazioni a seconda dell’organo colpito dalla neoplasia. Ciò che l’ANSA trascura è che il decremento nell’ambito di ciascun tumore può discostarsi significativamente dalla media, come si ricava dagli intervalli di confidenza (intraducibile dal medichese, chiedo scusa) indicati per altro correttamente nell’articolo originale. Ciò significa, comunque, che in certi individui il calo potrebbe essere più marcato ed in altri inesistente o quasi. Il limite intrinseco degli studi osservazionali è in qualche modo riconosciuto dagli stessi autori che non escludono che il consumo di mele possa essere semplicemente un “indicatore non specifico” di una sana condotta igienico-alimentare, che di per sé esclude molte variabili (obesità, eccesso di grassi animali, fumo, ecc). Esistono poi pure studi osservazionali (anche prospettici) dai quali questa correlazione inversa mele-sviluppo di tumore non viene dimostrata. Altro elemento che richiede cautela è che questi dati “vecchi” vengano travestiti un po’ da “nuovi” nel corso di una manifestazione sponsorizzata da una Azienda produttrice di mele. Ciò non esclude di per sé che le mele facciano bene, ma quando i dati di un’indagine favorevoli ad uno sponsor vengono reclamizzati in qualche modo proprio da questo, e ciò vale in ogni campo, qualche pensierino non può non affiorare. In conclusione, la frutta, e le mele in particolare così ricche di attività antiossidante (dovuta a flavonoidi, fenoli e in misura minore all’1% alla vitamina C) sono senz’altro benefici e raccomandabili ingredienti della nostra dieta, ma il loro concreto potenziale anticancro deve essere considerato nel contesto di molti altri fattori. Resterebbe inoltre da definire meglio la “dose pomica” (possiamo chiamarla così?) giornaliera anch’essa non indipendente da altre variabili (obesità, introito calorico complessivo, fumo, vita in città o in montagna, tipo di lavoro ecc). Il Prof. Talamini di Aviano, uno degli autori dello studio, ignaro tra l’altro dello scoop (?) di questi giorni, consultato stamane telefonicamente da chi scrive, ha condiviso pienamente le considerazioni di cui sopra. Insomma, anche chi si nutre di sole mele, quando ci fosse purtroppo la necessità, non si tolga l’oncologo dintorno, ma lo consulti prima possibile.
Titolo originale. Mele e cancro: novita’ o roba vecchia?