I TANTI RISCHI SOTTOVALUTATI SUL LAVORO (4/1/2008)

Accanto al rischio costituito dall’assunzione di farmaci, intollerabile e assurdo specie se le medicine non sono necessarie, l’uomo va notoriamente incontro ad altri rischi concernenti in primis il lavoro che fa (il recente esplodere di decessi sui posti di lavoro ne è drammatica testimonianza) e l’uso dei mezzi più comuni di trasporto (e per brevità ignoriamo i rischi legati ad attività sportive incongrue o pericolose di per sé). Se ne occupa analiticamente un articolo di Cohen e Neunmann appena uscito sulla rivista Health Aff (Affari di salute), che mette specificamente a confronto proprio i rischi connessi con i tre ambiti ora menzionati. Gli autori scelgono come parametro di paragone il rischio di mortalità per 100.000 persone per anno (“RMPA”), riferimento abituale in studi epidemiologici di questo tipo. Com’era logico attendersi, il rischio di mortalità che si corre a causa dell’assunzione di medicine, o del tipo di attività o di veicolo usato risulta variare ampiamente. Per i farmaci, si va da un RMPA  minimo di 2,8 per gli antistaminici usati per l’allergia ad un massimo di 65 per il “Natalizumab” usato per la sclerosi multipla. In ambito lavorativo, il RMPA va da un minimo di 0,4 per chi lavora in ufficio ad un massimo di 357 per i contadini che potano. Circa i mezzi di trasporto, il rischio è minimo per chi viaggia in treno e in aereo (0,11 e 0,15, rispettivamente) e massimo per chi usa la moto (450). L’articolo non si limita però a quantificare e comparare i rischi nei diversi ambiti, ma mette in luce la diversa “percezione” (e relativa preoccupazione) del  rischio a seconda del settore considerato. Ad esempio, il rischio corso dai pazienti vasculopatici over 55 che assumono regolarmente aspirina (RMPA pari a 10) equivale sostanzialmente a quello che contrassegna l’attività dei vigili del fuoco (RMPA pari a 10,6) o a quello di coloro che usano l’automobile quotidianamente (RMPA pari a11). Tuttavia, mentre chi assume aspirina è conscio di correre certi rischi (soprattutto gastrointestinali), chi monta in macchina o fa il pompiere al rischio ci pensa istintivamente molto meno. Ancor più un taglialegna che non sa, e quindi  non si preoccupa, che il suo rischio sia 10 volte maggiore di quello dei soggetti appena menzionati, o un motociclista il cui RMPA risulta drammaticamente aumentato (di circa 40 volte!). L’articolo sottolinea come inspiegabilmente le persone tendano in generale a sovrastimare un piccolo rischio e a sottostimare uno grande, ciò che corrisponde effettivamente a quanto ogni medico registra spesso nella sua attività pratica. Capita non di rado, ad esempio, che un fumatore di 40 sigarette al giorno (e sul pacchetto c’è scritto in evidenza che il fumo è cancerogeno ed uccide!) glissi su questo rischio e si dichiari invece preoccupato perché ha letto sul bugiardino che il  medicinale prescritto può dare mal di pancia o prurito anale nel 2% dei casi. Il confronto dei rischi, come opportunamente osservano gli articolisti, non deve tuttavia essere letto asetticamente ponendo attenzione solo alle cifre. Il rischio che si corre consapevolmente assumendo un farmaco necessario è premiato dai benefici che da esso deriveranno (e che devono nettamente prevalere, ribadiamolo, sugli effetti collaterali). Il rischio relativo ai mezzi di trasporto in parte lo si deve invece subire, ma nei suoi confronti c’è maggior spazio per misure di prevenzione la cui implementazione va vista molto positivamente. Basti pensare all’uso del casco in chi usa la moto, all’uso delle cinture, ai limiti di velocità e alla limitazione delle bevande alcoliche in chi guida, checché ne pensi qualche miope concittadino. Pure quello che si corre sul posto di lavoro, purtroppo, lo si subisce ed è il più inaccettabile di tutti, specie se deriva dalla mancata applicazione di norme di sicurezza previste ma inattuate, come nel caso della tragedia accaduta alle Acciaierie Thyssen di Torino. Speriamo davvero che i provvedimenti non si limitino solo a qualche mazzo di fiori e al bloccare i festeggiamenti in piazza la notte di fine anno, ma per molti (individui e istituzioni) sembra più facile dimenticare che ricordare.

Titolo originale. Farmaci, lavoro e trasporto: rischi a confronto