STUPRO, ORRORE E POI IL SOLITO SCARICABARILE (20/2/ 2008)
Questa rubrica si chiama “Medicina e Dintorni”. Proprio questi “dintorni” mi consentono di fare qualche considerazione non medica sensu strictu in merito al recentissimo stupro di una bambina di 4 anni da parte dello zio, violentatore pedofilo di professione, rilasciato a piede libero dopo una precedente condanna per aver già stuprato nel 2003 altre bambine. Non come medico dunque, ma da normale cittadino sono infatti sconvolto per questa vicenda estremamente angosciante, confessando di essere invece del tutto indifferente alle eventuali interpretazioni psicoanalitiche riguardanti lo stupratore, il quarantacinquenne Vincenzo Iacono. Queste, sia in TV che sulla carta stampata, non mancheranno di certo, ma c’è da chiedersi perché questi profili psicologici di personalità estremamente pericolose non vengono dagli esperti mai fatti “prima” (ciò che forse aiuterebbe anche le decisioni del magistrato), ma sempre “dopo”. Le condizioni in cui la bambina si trovava dopo lo stupro devono essere state oltremodo agghiaccianti se la violenza subita è stata definita dai medici “brutale e animale” (ma la madre si illude ancora pietosamente che il mostro l’abbia “toccata solo con le mani”). Ma chi è la madre di questa bambina che spera ancora in una “brutalità meno pesante”? Risulta che sia una ragazza ventenne o poco più, non sposata, madre di altre due bambine, probabilmente al corrente che lo zio era già stato condannato a 6 anni di reclusione per analogo reato del 2003. Il giudice di Agrigento che ha disposto la scarcerazione ribadisce che lo ha dovuto fare per scadenza dei termini previsti dalla legge, tentando per altro di ridurre i rischi di reiterazione del reato mediante l’obbligo per lo stupratore di firma e di domicilio. Pur concedendo la buona fede, la prima reazione del comune cittadino è quella di chiedersi come i giudici abbiano potuto in precedenza ritardare di giudicare il manigoldo (consentendo così conseguentemente la sua scarcerazione), dato che il rischio di reiterazione era palesemente elevato. E comincia allora qui il solito rito dello scaricabarile. Il procuratore di Palermo promette di accertare se l’operato del giudice di Agrigento non sia passibile di sanzioni disciplinari, e lo stesso fa il Ministro Scotti che sollecita anche l’invio d’una della esauriente documentazione alla procura di Palermo. Dalla procura di Agrigento si ribatte che lo stupratore era già stato messo ai domiciliari dal GIP, mentre il GIP sostiene che l’imputato è arrivato al processo già libero. Per evidente incompetenza specifica, non sono naturalmente in grado di esprimere giudizi sulla appropriatezza di comportamento dei vari settori di magistratura coinvolti. Ho però il tragico sospetto che non si siano fatte palesi infrazioni di legge e che scarcerazioni improponibili per il comune cittadino diventino possibili a discrezione dei giudici a causa della poca chiarezza legislativa al riguardo. Mi pare tuttavia di ricordare che le leggi non le fanno i magistrati, che sono solo tenuti ad applicarle con equilibrio, ma il parlamento. Per reati di questo tipo, o di altri altrettanto orrendi, la trasversalità in parlamento non dovrebbe mancare e quindi, se così è, la troppo lenta attenzione dei politici al problema pedofilia sembra una colpa particolarmente grave. Contro questi ritardi dovrebbero protestare i cittadini, invece che prendersela unicamente “con i giudici”. Il problema non è naturalmente solo italiano, ma risulta che per esempio in Gran Bretagna e in Germania si stiano già inasprendo i provvedimenti per combattere la pedofilia che è poi, inevitabilmente, la frequente anticamera dello stupro di bambini anche piccolissimi. Una efferatezza questa che si registra di fatto più facilmente, anche se non esclusivamente, in ambienti degradati e tra la povera gente, un area non molto frequentata dai legislatori. Peccato, perché “occhio non vede e cuore non duole” è un detto che vale anche in questo caso. Penso davvero che se, disertando qualche talk-show, i legislatori andassero concretamente a verificare in quale stato psicofisico si presenta una bambina di 4 anni violentata da poco, la loro sensibilità ed efficienza legislativa probabilmente aumenterebbe.
Titolo originale. Stupro, orrore e il solito scaricabarile