ASPIRINA: ANCORA SORPRESE! (27/3/08)
L’acido salicilico, da cui l’aspirina o acido acetilsalicilico (ASA) deriva, è un prodotto naturale estraibile dalle foglie e dalla corteccia di salice. Tracce lontanissime di un suo impiego per il trattamento di dolori di vario tipo e della febbre si ritrovano tra i nativi americani, gli assiri, i babilonesi e gli egizi. Tuttavia, l’acido salicilico è mal tollerato a causa di importanti effetti collaterali. Ed è a questo punto che interviene forse per la prima volta l’industria. Il chimico della Bayer Felix Hoffman, per conservare l’effetto terapeutico ma ridurre gli effetti collaterali dell’acido salicilico, prova a sostituire il gruppo chimico –OH (ossidrile) con un altro (il gruppo acetile): nasce cosi l’aspirina, nome che deriva dalla pianta Spiraea ulmaria, dai cui fiori pure, oltre che dal salice, viene estratto l’acido salicilico. Solo pochi decenni fa grazie a John Vane, biochimico inglese e futuro premio Nobel, dimostra che l’ASA agisce bloccando nelle cellule l’enzima ciclo-ossigenasi deputato alla sintesi di due composti molto importanti: le prostaglandine” e il “trombossano”. Le prime, oltre a molti altri effetti, regolano la trasmissione del dolore, producono infiammazione e influenzano la temperatura. Il trombossano, invece è responsabile dell’aggregazione delle piastrine (corpuscoli circolanti nel sangue) le quali concorrono alla coagulazione e talora (purtroppo!) alla trombosi. Per questo motivo l’ASA, al dosaggio più abituale di 100 mg al giorno (“aspirinetta”), è oggi usata più come anticoagulante per prevenire gli accidenti cardiovascolari (infarto, trombosi cerebrale) che per ridurre le infiammazioni croniche osteoarticolari o la febbre (come antipiretico viene oggi comunemente preferito il paracetamolo). Si evita invece l’uso cronico di aspirina in dose superiore ai 100 mg al giorno perché l’ASA, pur meglio tollerata dell’acido salicilico, risulta comunque tossica per la mucosa soprattutto dello stomaco (erosioni, ulcere, emorragie) in non pochi pazienti. Per risolvere il problema della gastrotossicità (condivisa per altro pure dagli altri antinfiammatori di natura non cortisonica, i cosiddetti FANS) si è tentata la strada di nuovi agenti più selettivi, i “coxib”. Una grande campagna di marketing ha segnato un consistente successo iniziale di questi coxib che sono effettivamente meno gastrolesivi ma che però, diversamente da ASA e FANS, esercitano un effetto aggregante sulle piastine e sono pertanto penalizzati da trombosi e accidenti cardiovascolari (anche letali), ragione per cui molti di essi sono già stati ritirati dal commercio. A questo punto si è riacceso l’interesse verso un ipotesi già avanzata anni fa (ma oscurata dal successo dei coxib): modificare chimicamente la molecola di aspirina impedendo la sua degradazione a livello gastrico, e conseguente liberazione del gruppo gastrolesivo, e introducendo un gruppo protettivo in grado di liberare ossido d’azoto (NO), benefico per la mucosa gastrica. Una collaborazione non sponsorizzata da alcuna industria farmaceutica tra ricercatori dell’università di Torino, diretti dal Prof. Alberto Gasco (che hanno sintetizzato questa aspirina donatrice di nitrossido) e quelli di Parma, coordinati dalla Prof. Gabriella Coruzzi (che hanno studiato gli effetti nell’animale da esperimento) ha già dato i suoi frutti. Gabriella Coruzzi mi ha confermato personalmente che la “nuova” aspirina mantiene intatta l’attività infiammatoria, non è gastrotossica e non produce effetti negativi cardiovascolari. La notizia recentissima (ma la ricerca è iniziata da anni), pubblicata sull’ultimo numero del Journal of Medicinal Chemistry, è rimbalzata qualche giorno fa su vari quotidiani nazionali, destando un più che giustificato interesse per il probabile impiego dell’aspirina donatrice di NO in ambito clinico. Non potevo dunque non segnalare questo successo della farmacologia italiana su Alto Adige, tanto più che la Prof. Coruzzi (cui mi lega antica amicizia e stima) sarà tra breve nella nostra città a parlarci alla radio delle possibili interazioni pericolose tra farmaci, derivati vegetali e alimenti.
Titolo originale. Aspirina: ancora sorprese!