OMEOPATIA & CO.: TROPPE SVISTE NEL PROGETTO (9/4/08)
Come riporta Valeria Frangipane su Alto Adige del 15 marzo il Progetto pilota per l’istituzione di un servizio di medicina complementare (MC), passato al vaglio di una Commissione istituita ad hoc dalla Giunta Provinciale e presieduta dal primario cardiologo W. Pitscheider, ha ricevuto 9 voti favorevoli e 9 contrari (con l’astensione corretta del Presidente). L’evento merita alcune considerazioni. Se non vado errato, la Commissione dovrebbe essere fatta da 26 e non da non 19 membri. Dovendo la Commissione esprimere “parere obbligatorio ma non vincolante su tutte le questioni che la giunta deve decidere in merito alla riforma clinica ed al futuro piano sanitario”, un parere quindi di grande peso, viene intanto da chiedersi il perché di ben 7 assenze. Una seconda questione pregiudiziale riguarda i membri della commissione, composta da medici infermieri, logopedisti, funzionari dell’assessorato, tecnici radiologi, rappresentanti dei consumatori e dei diritti del malato. Si tratta dunque di una Commissione giustamente rappresentativa di diverse componenti (e sono assolutamente certo che si tratta di persone degne e bene intenzionate) coinvolte nella politica sanitaria che ovviamente non riguarda solo le MC. Tuttavia “anche” le MC. Per cui, comunque, mi chiedo se per quanto attiene in particolare alle decisioni da prendere sulle MC non sarebbe utile e doveroso che i membri della commissione tenuti a dare un parere avessero competenze specifiche su ciò che “già si sa” al riguardo. Se così è o se, diversamente da ciò che penso io, lo si ritiene inutile questa mia riserva ovviamente cade, ma io resto però del parere che non basta essere per bene e intelligenti ma non preparati nello specifico. Anche Einstein, penso, sarebbe stato un pessimo allenatore di calcio.
Ricevo poi via e-mail 2 documenti, il primo dei quali del 17 marzo 2008 è il “Parere sul progetto pilota MC” dell’Ordine dei Medici. In esso si dice testualmente che “In base alle conoscenze attuali e ai dati disponibili su scala internazionale respingiamo il progetto pilota di MC presentato”. Segue una serie di motivazioni molto sensate a supporto del parere negativo. Anche per quanto attiene in particolare all’agopuntura (che entrerebbe con la fitoterapia e altre terapie manuali nella fase pilota) l’Ordine mette dei paletti relativi alle indicazioni, all’accesso limitato, ai criteri di valutazione e ai requisiti minimi professionali che dovrebbero essere forniti dalla Giunta Provinciale prima dell’avvio del progetto pilota. L’inserimento nel progetto dell’indicazione delle patologie per le quali sarebbero state utili le “prestazioni complementari”, e la definizione “a priori” dei i criteri in base ai quali il progetto verrà giudicato alla fine della fase pilota, erano già state richieste, ma inutilmente, dal Presidente Pitscheider nella riunione del “9 a 9”. Il secondo documento è lo stesso “Progetto Pilota”. Troppo lungo per essere sintetizzato sembra opportuno commentare almeno qualche aspetto. Anzitutto il documento, per sottolineare la diffusione delle MC in Italia, cita i dati ISTAT del 2001 quando sono già da mesi disponibili i dati ISTAT 2007 che dimostrano due cose: la prima è che, con l’eccezione di Bolzano e Trento, si registra un calo di favore più o meno netto nei confronti di agopuntura, omeopatia, fitoterapia e terapie manuali. La seconda che alla medicina complementare ricorrono soprattutto persone che stanno abbastanza bene o i cui disturbi sono di poco conto, mentre al contrario chi sta male chiede aiuto alla medicina convenzionale. Una seconda e più importante “svista” nel Progetto Pilota: si cita un questionario inviato nel 2002 ai 1944 medici iscritti all’Ordine di Bolzano dal quale emergerebbe che l’82% dei medici “hanno confermato l’interesse alla medicina complementare”. In realtà, solo il 27% dei medici ha risposto ed è del tutto probabile che il 73% dei medici che non lo hanno fatto avrebbero risposto no. Lo riprova il fatto che una successiva indagine dell’Ordine del 2007, ignorata completamente dal documento (terza “svista”?) rivela che quasi l’80% dei medici ha risposto di non credere nelle MC e il 90% ha dichiarato di ritenere che le priorità della sanità nella nostra Provincia sono ben altre che non l’istituzione di un servizio ad hoc in ospedale. Circa il 50% vedrebbe comunque con favore solo le prestazioni agopunturali. Nel progetto si dice pure che la valutazione dei benefici eventuali prodotti dalle prestazioni erogate inizialmente dal Servizio di MC (agopuntura, fitoterapia, terapie manuali) dovrebbe avvenire nella seconda fase prevista per il 2010-2012, dopo di che si potrebbe decidere se aggiungere altre prestazioni, in primis l’omeopatia. Non si precisa però chi sono coloro che dovranno fare la valutazione e se questi agiranno in base ai presupposti metodologici rigorosi di cui si è detto nell’articolo precedente del….XXX. Se così anche fosse, perché trascurare che una attenta valutazione del potenziale terapeutico, per esempio dell’agopuntura, è già stata fatta nel mondo (di cui Bolzano credo faccia parte) in modo autorevole e indipendente. Ne fanno fede le meta-analisi reperibili nei Cochrane Data Base da tutti, alternativi e non, considerati una delle più affidabili fonti informative internazionali. Ebbene, in tutte queste revisioni sistematiche Cochrane del 2007-08 non ce n’é una che affermi perentoriamente la superiorità significativa dell’agopuntura sul placebo in vari ambiti (ansia, depressione, demenza, glaucoma, insonnia, dolori pelvici in gravidanza, paralisi del facciale, rachialgie cervicali, lombalgia, artrite, disturbi gastrointestinali). La conclusione in tutte le meta-analisi, anche quando qualche lieve vantaggio dell’agopuntura sembra affiorare, suona all’incirca così: “data la scarsa qualità degli studi ulteriori sperimentazioni più rigorose sotto il profilo metodologico sono necessarie e altamente auspicabili prima di poter esprimere un parere”. Utile tuttavia ricordare che “placebo” non è un’offesa: come altre volte ho avuto modo di sottolineare, il suo potenziale terapeutico è tutt’altro che trascurabile, ma si tratta di una efficacia “aspecifica”. Concludo ricuperando al riguardo una inchiesta realizzata dal nostro Istituto Provinciale di Statistica e pubblicata nel 2006 riguardante agopuntura, omeopatia, fitoterapia, terapie manuali, altre. Venivano poste alla popolazione divisa in maschi e femmine due domande. La prima “Ritenete che queste MC possano essere utili?”, e la seconda: “Avete avuto benefici dalle seguenti MC?” Al primo quesito ha risposto affermativamente circa il 50% delle donne e il 40% degli uomini. Al secondo hanno in media confermato benefici netti circa il 20% dei maschi ed il 30% delle femmine, con lieve vantaggio dell’omeopatia sulle altre MC. Questa percentuale di efficacia corrisponde quasi esattamente a quella media registrata negli ultimi 50 anni per il placebo in una miscellanea di malattie (con un minimo del 20% ad un massimo dell’80%, a seconda della patologia). Sinceramente mi chiedo cosa potrà mai rivelare in più nel 2012 una esperienza “autarchica”.
Titolo originale. Progetto medicine complementari.