LINGUA NERA, MA LA PROGNOSI E’…ROSA (6/5/08)

Con tutti i problemi seri che penalizzano la medicina e la salute, può sembrare discutibile dedicare del tempo a sintomi clinicamente poco rilevanti come la “lingua nera”, lingua bruno nerastra nella sua faccia dorsale che può pure assumere un aspetto “peloso” (lingua villosa nigra). Ed invece quella che gli americani chiamano “black hairy tongue” uno spazio se lo merita perché rappresenta spesso per chi ne soffre un motivo di preoccupazione, nel sospetto che essa sia la spia di una malattia interna. In effetti, il portatore di lingua nera è frequentemente asintomatico, o può lamentare solo alitosi,  vaga nausea, gusto alterato, o semplice disagio psicologico. Quando viene interpellato da un paziente in ansia per la lingua nera anche il medico può sentirsi un po’ in difficoltà in quanto spesso non dispone né di una spiegazione immediatamente convincente né di una terapia prontamente efficace. D’altronde, la colorazione bruno-nerastra, talora solo alla punta ma più di frequente alla radice della lingua, non ha un’unica causa e in qualche caso rimane senza spiegazione. Responsabile può essere una precedente terapia antibiotica con conseguente alterazione della normale flora batterica (e micetica) orale. In questi pazienti la semplice sospensione degli antibiotici sarà seguita da una normalizzazione della mucosa linguale. Altra causa (specie nel paziente anziano) risulta essere una dieta incongrua, povera in particolare di fibre alimentari rappresentate da frutta, verdura, cereali.  Possibili fattori sono pure in certi casi una scarsa igiene orale specie se associata a denutrizione, a fumo di sigaretta e ad abuso alcolico. Altre volte alla base c’è una malattia da fungo, la micosi da Candida albicans, solitamente espressa da una patina linguale biancastra,  che però nel tempo può dare luogo alla lingua villosa nigra. Si ignora se il coesistere di più fattori, ad esempio una pregressa terapia antibiotica ed una infezione da Candida albicans concomitante o secondaria, possa sinergisticamente aumentare la probabilità di una colorazione nerastra della lingua. Per questo motivo è talora utile “grattare” e raccogliere un po’ di materiale dalla superficie dorsale della lingua per analizzare la eventuale presenza del fungo ma, in generale, non è necessario alcun approfondimento diagnostico. Comunque, rischi per quanto riguarda l’integrità anatomica e funzionale della lingua non ci sono. Se un fattore causale viene identificato, basterà eliminarlo per favorire la normalizzazione della mucosa linguale che riassumerà il suo colore normale. Norme generali igienico dietetiche che si considerano di utilità possibile sono l’abbondante introito di liquidi (2 litri), una dieta bilanciata con introito adeguato di frutta e verdura (particolare efficacia avrebbero sedano, carote  e mele con buccia), che concorrerebbero ad asportare meccanicamente la patina nerastra. Per lo stesso scopo può essere usato uno spazzolino da denti non troppo rigido da far passare più volte sull’area nerastra. Circa l’efficacia reale del relax e della rimozione delle situazioni stressanti (facile a dirsi, ma a farsi?) molti, incluso lo scriba, nutrono non pochi dubbi. Non oggettivamente comprovata, infine,  ma di efficacia promessa è la terapia proposta da un medico australiano, il professor John Murtagh. Egli suggerisce di spezzettare una sottile fetta di ananas in 8 pezzetti che vanno prima succhiati sotto la lingua e poi adeguatamente masticati fino alla loro completa triturazione. Ripetendo 2 volte al giorno l’operazione, e per una decina di giorni, la lingua riprenderebbe il suo colore originale. Per concludere, conviene ribadire che nei pazienti con lingua nera il fegato, molto spesso incriminato, non c’entra per niente. Insomma, i portatori di lingua nera vedano di eliminare questo disturbo,  ma stiano tranquilli: lingua nera, ma prognosi…rosa.

Titolo originale. Lingua nera, prognosi rosa.