E’ LA “NUOVA MEDICINA GERMANICA”? (24/6/08)
La laurea in medicina non basta: anche tra i “dottori”, come in ogni altra categoria, ci sono quelli più o meno preparati e onesti e persino quelli che si mettono a “dare i numeri”. Questo eventuale viraggio psichiatrico di un medico all’inizio tradizionalista deve essere colto il più presto possibile per evitare conseguenze drammatiche. Un esempio tragicamente emblematico è quello del Dr. Ryke Geerd Hamer, laureatosi in Germania nel 1963, fondatore nel 2004 della “Nuova Medicina Germanica” (marchio registrato). Hamer è il padre del ragazzo ucciso a fucilate nel 1978 da Vittorio Emanuele all’isola di Cavallo, in Corsica. Successivamente a questa dolorosa vicenda (che vergogna l’assoluzione del fuciliere!), Hamer è colpito da un cancro del testicolo che viene asportato. Questa sequenza, shock per l’uccisione del figlio e comparsa del tumore, induce Hamer (che vive grazie all’asportazione del tumore!) a convincersi che i tumori non esistono come malattie, ma sono solo conseguenza di “conflitti biologici” che lui chiamerà “sindrome di Hamer”. Comincia pertanto a curare i pazienti con tumore maligno in base non alle nozioni scientifiche che si arricchiscono continuamente di nuove scoperte e prospettive, ma in base alla sua teoria priva di ogni supporto e conferma scientifica. Questa scelta arbitraria di non ricorrere a terapie antitumorali comporta molti decessi tra i suoi pazienti per cui l’Ordine dei Medici di Coblenza decide di radiarlo. Hamer continuerà tuttavia ad esercitare abusivamente andando incontro a tutta una serie di processi e condanne pesanti tra il 1990 ed il 1997. Nel 2001 viene condannato in contumacia a 18 mesi per esercizio abusivo della professione medica e mancata assistenza di persone a rischio e nel 2004 viene arrestato in Spagna e poi estradato in Francia, ma la condanna più clamorosa è quella inflittagli dalla procura di Cottbus, in Germania, per incitamento all’odio razziale, in particolare all’antisemitismo. Per Hamer, infatti, gli astuti e perfidi ebrei si curano secondo le leggi della “sua” Nuova Medicina Germanica, ma non lo dicono ai non ebrei per privarli delle cure giuste, le sue. Quelle per cui tumori e metastasi non si devono trattare perché non esistono (basterà risolvere il “conflitto biologico”), quelle che si propongono di non combattere i virus e i batteri perché questi sono “amici” dell’uomo (cosa che per alcuni batteri in parte è vero, ma per motivi del tutto peculiari), quelle per cui il dolore del paziente con cancro non deve assolutamente essere controllato con morfinici. Hamer inventa persino i “focolai di Hamer” che sarebbero evidenziabili nel cervello di chi ha subito uno shock conflittuale (“artefatti” banali e irrilevanti, per il Presidente dei radiologi tedeschi). Sottratti da Hamer a terapie salvavita ci sono pazienti, anche bambini, con cancro del rene, della mammella, del polmone, linfomi e altro ancora. Quando i pazienti curati da Hamer (attualmente contumace in Norvegia) muoiono, è il famigliare ad essere colpevolizzato per non aver contribuito alla soluzione del “conflitto”. Il numero dei deceduti per la mancata attuazione di terapie esistenti è largamente sottostimato, sia perché la gente si vergogna e non parla, sia perché prima del decesso i pazienti tumorali nelle cliniche che usano il metodo Hamer, chiuse poi dalle autorità, vengono trasferiti in altri ospedali. Verrebbe da pensare che questi dati sconvolgenti siano sufficienti a far capire “a tutti” tante cose e a frenare la diffusione di strategie terapeutiche concettualmente improponibili e/o comunque non comprovate in termini di efficacia, sicurezza e costo-benefici. E invece così non è: i seguaci di Hamer, più o meno ortodossi, proliferano pure in Italia e chiedono persino l’accreditamento (sic!) al Ministero della Pubblica Istruzione. La medicina di Hamer è un caso limite e non fa parte delle medicine alternative, ma comunque attenzione: se si abbandona la via maestra della medicina basata sulle evidenze, il propagarsi di terapie (anche di tipo convenzionale!) rappresenta un rischio che, almeno coloro che in vari ambiti agiscono in buona fede (non tutti, ma ce n’è), dovrebbero valutare con preoccupata attenzione.
Titolo originale. La “nuova medicina tedesca”