GLI ERRORI NELLA CLINICA DEGLI ORRORI (1/7/08)

Della clinica privata convenzionata Santa Rita (punta di un iceberg?) ne abbiamo già parlato, ma diamo ora un’occhiata alle reazioni istituzionali più che a quelle emotive e sbigottite dei cittadini. Trovo molto positivo che il professor Ferruccio Fazio, attuale sottosegretario per il lavoro, la salute e le politiche sociali (un Ministero specifico della salute, come già segnalato in questa rubrica, non c’è più), abbia con prontezza risposto sui misfatti della clinica milanese. Il suo intervento in merito compare penultimo “NEWSLETTER. SETTORE SALUTE”, settimanale del suddetto Ministero. Nell’articolo ci sono tuttavia precisazioni che destano perplessità riguardanti non tanto il governo inserito da poco, ma tutti quelli di vario colore che l’hanno preceduto. Intanto colpisce il vertiginoso aumento dei posti letto nella Santa Rita: dai 38 del 1999 agli attuali 275. Nella percezione comune l’ampliamento di una clinica convenzionata corrisponde istintivamente ad un riconoscimento qualitativo delle prestazioni da essa erogate, cosa che cozza evidentemente con quanto è successo. Un secondo rilievo è che per fatti sospetti registrati in quella clinica già nel 2005  la magistratura s’è mossa appena nel 2007, un intervallo non da poco dato il tipo di rischio corso dai pazienti. C’è stata in realtà una sospensione dell’autorizzazione per l’attività chirurgica toracica, ma revocata 3 mesi dopo a seguito di una indagine (sic!) della ASL di competenza. Poi -è sempre Fazio a parlare- risulta che la legge in vigore, riferibile alla finanziaria 2001, prevede un controllo campionario annuo del 2% delle cartelle cliniche, portato al 5% dalla Regione Lombardia. Si deve allora arguire che in Italia il 98-95% delle cartelle su cui basarsi per giudicare se le prestazioni sanitarie erogate da un ospedale o da una clinica convenzionata sono adeguate non è sottoposto ad alcun controllo. Soltanto dopo gli ultimi fatti così gravi, la ASL di Milano “ha sospeso immediatamente il contratto di servizio” e  “a seguito del sequestro cautelare disposto dal provvedimento giudiziario” ha sospeso “il pagamento delle prestazioni fino ad un importo pari al 50% in più dalle somme oggetto di sequestro”. Esaminiamo ora i provvedimenti previsti da Fazio (sicuramente incolpevole di passate inadempienze) per ottimizzare la tutela dei pazienti: 1) la Regione Lombardia si impegnerà a risolvere il disagio dei cittadini e le preoccupazioni dei dipendenti (come?); 2) il ministero del welfare ha inviato 2 ispettori che collaboreranno all’inchiesta; 3) bisognerà valutare se i criteri di accreditamento delle case di cura sono adeguati; 4) bisognerà aumentare la percentuale dei controlli; 5) bisognerà varare una legge per poter attuare l’obiettivo precedente; 6) bisognerebbe affiancare ai controlli campionari l’esame analitico di tutte le cartelle relative alle prestazioni ad alto rischio di inappropriatezza (eufemismo che sta per interventi non necessari, attuati egualmente solo perché più redditizi); 7) bisognerà abolire una cinquantina di commissioni afferenti al ex-Ministero della salute (ma di cosa si occupavano?); 8) bisognerà creare ”un sistema informatizzato che consenta in tempo reale a Regioni e Ministero il controllo e la valutazione sistematica dei parametri quali il rischio clinico, le procedure diagnostiche e terapeutiche con particolare riferimento alla qualità delle stesse e…persino la soddisfazione del paziente”. Informato degli illeciti alla Santa Rita e letto questo documento, un normale cittadino si augura intanto che le intercettazioni telefoniche in questo ambito non cessino a vantaggio della sua così scadente tutela e, dopo, si pone almeno quattro domande: la prima, dove si troveranno i soldi dopo i tagli ai Ministeri previsti da Tremonti; la seconda, quali  tempi previsti per la realizzazione dei vari progetti (e nel frattempo?); la terza, come mai queste cose non sono già state fatte in un Paese ricco come l’Italia. La quarta, se chi ha commesso misfatti così gravi, una volta provati naturalmente, andrà in galera o no.  La giustizia non ripara i danni provocati da medici mascalzoni, ma attenua in qualche modo il dolore.

Titolo originale. Tutela dei degenti e inadempienze istituzionali