GLOBALIZZAZIONE E FARMACI CONTRAFFATTI (18/11/08)
La globalizzazione ha i suoi pro e i suoi contro anche per quanto attiene alla salute e, opportunamente, se ne occupa un recente numero del Bollettino d’Informazione sui Farmaci, bimestrale dell’Agenzia Italiana del Farmaco. Una attenzione non astratta, ma doverosamente imposta dai casi di decessi attribuibili a farmaci tradizionali o erboristici, l’ultimo dei quali riguardante 81 pazienti negli Stati Uniti curati con eparina per via venosa e morti per reazione allergico-anafilattica. L’eparina è un efficace anticoagulante usato nella prevenzione e nel trattamento delle trombosi (in particolare a livello cerebrale e cardiaco) che, proprio a causa della sua azione anticoagulante, può talora provocare delle emorragie anche letali specie in presenza di fattori predisponenti (ad esempio un’ulcera gastrica). Tali eventi rari sono messi in conto e vengono debitamente segnalati al paziente, ma il rischio va accettato a fronte della ben più frequente azione salvavita del farmaco. Questi decessi non hanno tuttavia nulla a che vedere con quelli segnalati dalla Food and Drug Administration (FDA) che sono dovuti alla presenza di un contaminante, il condroitinsolfato supersolfatato, che rende contraffatta l’eparina senza apportare tra l’altro alcun vantaggio anticoagulante (ma probabilmente a beneficio dei costi di produzione!). Secondo la FDA, questo contaminante di provenienza cinese risulterebbe presente in preparati in circolazione anche in alcuni Paesi europei (Francia, Italia, Germania, Olanda Danimarca). Con la globalizzazione, è infatti cresciuto di molto nel mondo il rischio di una diffusione incontrollata di materiali contaminati che arrivano da Paesi, come Cina e India, nei quali vigono criteri di qualità e di purezza molto aleatori e, comunque, ben lontani dai nostri standard. Eppure questo mercato tira e non è un caso che il numero delle aziende straniere, orientali soprattutto, sia vertiginosamente aumentato in Occidente. Negli USA, dal 1992 si è registrato un incremento di “officine” esotiche del 400%, ma anche in India il loro numero risulta superiore di ben 25 volte rispetto a 8 anni fa. Per quanto concerne in particolare l’eparina, è preoccupante che il fabbisogno crescente di maiali, dal cui intestino questo farmaco è estratto, sia di circa 1 miliardo con 750 milioni di suini sacrificati ad hoc proprio in Cina. Oltre al ruolo pericolosissimo dei contaminanti non dichiarati o non depurati, per preparati provenienti dall’Oriente esiste un concreto pericolo di equivoci legati alla lingua così ostica per gli occidentali. Ho già ricordato in questa rubrica come un “disguido lessicale” (e forse un tornaconto) ha portato anni fa a sostituire l’innocua erba cinese Stephania tetrandra, presente in un “miracoloso” intruglio dimagrante belga, con la molto tossica Aristolochia fangchi, sostituzione seguita da una drammatica esplosione di casi di insufficienza renale e di cancro del rene. L’FDA registra che di un pericoloso equivoco linguistico di questo tipo è stato vittima, nel caso dell’eparina, anche un proprio funzionario che ha erroneamente scambiato il sito produttivo cinese “Changzhou Pharmaceutical” con quello di “Changzhou SPL Pharmaceutical”. Thomas Longrenn, che presiede l’Agenzia Europea del Farmaco, è al riguardo molto lapidario: “L’eparina è un classico esempio di come le cose possono andare male”, dove “cose che vanno male” (sic!) significa morte di uomini e donne. Chissà se gli innamorati della fitoterapia esotica non riterranno di dover riflettere su questi dati di fatto. Naturalmente, la globalizzazione non va condannata tout court, deve però essere seriamente regolata concordando con i Paesi produttori di materie prime un sistema di controlli che si avvalga, per esempio, di ispezioni in loco da parte di esperti internazionali indipendenti. Siamo però ancora lontani da questo traguardo. Nota positiva è che in Italia, rispetto ad altri Paesi, il commercio di un’eparina contaminata è del tutto improbabile (ma non altrettanto si può dire per le miscele erboristiche) grazie ad una serie di specifiche misure precauzionali. Purtroppo, l’acquisto di un qualsiasi preparato in rete, in generale allettante per i costi e sicuramente in espansione, sfugge ad ogni controllo. Meglio ricordarselo.
Titolo originale. Globalizzazione e farmaci contraffatti.