SCHELETRI NELL’ARMADIO DELLA SCIENZA? (7 gen 2009)

Anche la scienza ufficiale con la S maiuscola ha avuto i propri scheletri nell’armadio ed è del tutto probabile che qualche altro possa essere scoperto pure in futuro. Uno degli scheletri più sorprendenti è costituito dall’interpretazione dei meteoriti, corpi solidi ricchi di ferro e nichel la cui origine extraterrestre è oggi a tutti nota. Eppure su di essi, un paio di secoli fa, non pochi scienziati in base a preconcetti e non sulla scorta di dati oggettivi (verificabili anche da altri!), sono stati vittime di clamorose cantonate. E’ il caso di Antoine Lavosier unanimemente considerato il padre della chimica moderna. Tra le scoperte “rivoluzionarie” per il suo tempo si annovera in primis quella che in una reazione chimica tra più reagenti la massa finale è identica alla massa dei reagenti iniziali. Ma la sua scoperta più accessibile anche ai non addetti ai lavori riguarda la combustione: grazie a Lavoisier veniva infatti rigettata la fasulla teoria vigente all’epoca secondo la quale i materiali bruciano in quanto liberano una sostanza peculiare il “flogisto”. Lavoisier dimostrava,  invece,  che la combustione è un processo che richiede la combinazione di una sostanza con l’ossigeno. Benché scienziato di alto rango anche Lavoisier, abbandonata la via maestra della sperimentazione e della oggettivazione delle scoperte, non sfuggiva ai pericoli dei “convincimenti personali” tutt’altro che scientifici, come appunto quelli relativi ai meteoriti. Ritenendo “fisicamente impossibile” (in base a cosa?)  che i meteoriti cadessero dal cielo, Lavoisier e altri scienziati del suo tempo davano per scontato che questi corpi fossero di natura terrestre. Pure testimonianze, validate persino da notai, di meteoriti precipitati in centri abitati venivano giudicate inattendibili. In base al verdetto di Lavoisier e di altri “opinion leaders”, più saccenti che sapienti in questo caso, la corte imperiale di Vienna giungeva alla decisione di gettare via una preziosa collezione secolare di meteoriti proprio perché ritenuti “banalmente terrestri”, in altre parole pietre senza valore. Lo stesso linguaggio degli uomini di scienza  è scivolato e scivola talora dalla  più che sufficiente rigorosa semplicità  verso una formulazione poco comprensibile e non meno fumosa di quella che caratterizza il razionale delle discipline alternative. A dimostrazione il professor Abbona, ordinario dei Mineralogia dell’Università di Catania, proprio perché stimolato dalle ineffabili affermazioni di chi crede nella cristalloterapia, porta come esempio due frasi molto indicative. La prima, di Jaques Monod, Nobel per la Medicina nel 1995, suona: “Universo gelido di solitudine…sordo alla sua musica, indifferente alle sue speranze come alle sue sofferenze” [?]. La seconda è di Steven Weinberg, Nobel per la Fisica nel 1979: “Più l’universo ci sembra comprensibile, più ci sembra assurdo” [?]. Come la scienza, anche la medicina convenzionale del passato ha non pochi scheletri nell’armadio: il lettore non giovanissimo ricorderà  gli inutili epatoprotettori, gli inefficaci antiulcera (alcuni davvero risibili in era pre-H2antagonisti, pre-Inibitori di pompa protonica e pre-Helicobacter pylori) e il miracoloso  Gerovital per non invecchiare. Pure oggi la medicina convenzionale non è esente da una “quota alternativa”, rappresentata da farmaci di attività specifica non documentata, di presupposti teorici talora troppo disinvolti, di forzature commerciali quanto meno sospette. Queste “scorie inquinanti” della medicina convenzionale, che vanno eliminate sempre di più, non giustificano naturalmente di dare libero corso e patente di scientificità a pratiche alternative prive di efficacia “specifica” e basate su principi indimostrabili e/o astrusi e/o facilmente confutabili. Attenzione, inoltre, perché mentre gli errori della scienza e della medicina ufficiale, come le bugie, hanno inevitabilmente breve durata, quelli delle medicine complementari alternative sono come scheletri in un armadio che non si vuole mai aprire per consentire una spolverata e/o l’eliminazione di ciò che non è più sostenibile in base alle acquisizioni più recenti.

Titolo originale. Scheletri nell’armadio della scienza? Si’, ma…