SESSO, STRESS, SPERMATOZOI, E STERILITA’ (27/1/2009)
Sempre più di frequente le coppie che non riescono ad avere figli per presunta infertilità ricorrono alla adozione. Si è calcolato che di problemi di questa natura ne soffrono dal 10 al 20% delle coppie. In passato, e non di rado ancora oggi, la colpa dell’infertilità veniva data alla donna, ma le cose non stanno così e almeno il 50% della sterilità di coppia è dovuta al maschio, e precisamente ai suoi spermatozoi scarsi numericamente e/o poco…vivaci. Ne è riprova significativa l’aumento di circa 10 volte del numero dei maschi che si sottopongono negli ultimi anni all’analisi del liquido spermatico. Diversi fattori causano o facilitano l’infertilità maschile e tra questi, ben noti da anni, il criptorchidisimo (mancata discesa di un testicolo, solitamente il destro, nello scroto), il varicocele (varicosità delle vene che drenano il sangue dai testicoli), infezioni urogenitali croniche o importanti traumi testicolari. Sempre meglio definito è tuttavia il ruolo negativo esercitato dallo stress cronico, ossia da situazioni che inducono tensione psicologica persistente e che si traducono in una diminuzione del numero degli spermatozoi, della loro motilità e della loro capacità di superare la barriera mucosa situata sul collo dell’utero. Tra gli stress un ruolo preciso risulta avere quello cosiddetto “da prestazione” (disfunzione erettile ed eiaculazione precoce), di difficile quantificazione data la difficoltà di raccogliere dati precisi in questo campo. Sfortunatamente, l’approfondimento diagnostico per chiarire la natura dell’infertilità diventa esso stesso causa di importante stress. Ciò è dovuto al fatto che i soggetti che devono sottoporsi all’esame del liquido spermatico sono “costretti” a fare sesso durante rapporti programmati, attenti più a raccogliere il liquido seminale che a coinvolgersi emotivamente nel rapporto, fatto che migliorerebbe certamente l’eiaculazione. Si crea quindi un circolo vizioso: lo stress per il sospetto di essere non fertili si associa all’ansia costituita da esami così poco simpatici, aumentando la eventualità di riscontro di spermatozoi inadeguati, ciò che a sua volta accresce lo stress. Il peso che questo può avere trova dimostrazioni epidemiologiche piuttosto eloquenti, in primis la forte percentuale di sterilità (leggi alterazioni spermatiche) nei marines americani impegnati nella guerra del Vietnam. Suggestivo è anche il fatto non infrequente di coppie sterili che adottano un bambino e nelle quali, subito dopo, la donna resta incinta. E’ plausibile che lo stress di non avere un erede si sblocchi dopo l’arrivo del figlio adottivo, per cui una conseguente maggiore serenità psicologica di coppia compie il miracolo vanamente atteso in precedenza. La situazione innaturale del soggetto maschile che si sottopone alla verifica andrologica si accompagna d’altronde spesso a una disfunzione erettile almeno parziale, magari assente nei rapporti spontanei, e ciò può falsare l’esito della prova. Ha sollevato pertanto interesse uno studio apparso sulla rivista statunitense “Fertility and Sterility”, condotto da una equipe italiana, il cui obiettivo era verificare se la ormai famosa “pillola blu” (sildenafil) poteva migliorare non solo la erezione ma anche l’attendibilità degli studi attuati nei maschi sospetti di sterilità. Lo studio dimostra in effetti che numero e vitalità degli spermatozoi nell’eiaculato migliorano in chi ha assunto il sildenafil prima dell’esame. Dati molto interessanti ma chi scrive, per deformazione professionale, deve tuttavia esprimere due riserve. La prima riguarda il metodo: la casistica (32 pazienti) è molto ridotta e lo studio non risulta “controllato” in modo rigoroso. La seconda è che tra gli sponsor della ricerca c’è anche la ditta produttrice del sildenafil. Questo non inficia necessariamente l’esito dello studio, ma è bene comunque ricordarlo per motivi prudenziali. E’ chiaro che il ricorso a questo farmaco non solo per trattare l’erezione insufficiente ma anche per figliare più facilmente in chi lo desidera, si tradurrebbe in un consistente aumento di vendite già vertiginose anche in periodi di vacche magre come questo.
Titolo originale. Stress, sterilita’ e spermatozoi .