CONSEGUENZE CONIUGALI E NON DEL …RUSSARE (31/3 09)
Per l’insistente sollecitazione epistolare di un fedele lettore, devo trattare oggi di un piccolo problema medico- esistenziale: il “russare” (esiste pure il termine russamento, ma è così brutto!). Dopo i 40 anni russano il 60% dei maschi e il 40% delle femmine, e negli over 65 le percentuali aumentano e si equivalgono nei due sessi. Il russare è dovuto ad un restringimento/ostruzione delle vie aeree superiori, dovuti a varie cause quali in primis deviazione del setto nasale, ipertrofia dei rilievi mucosali presenti nelle fosse nasali (turbinati), congestione o intasamento nasale di varia natura, restringimento del rinofaringe. Passando attraverso vie aeree ristrette l’aria mette infatti in vibrazione l’ugola (velo pendulo), la cartilagine epiglottica (e le tonsille in chi ce l’ha ancora) con il conseguente ben noto respiro rumoroso. In queste situazioni la respirazione con la bocca tende a sostituire progressivamente quella nasale. Il disturbo è costante o quasi in circa un russatore su quattro, mentre il grado del russare varia da rumore modesto, sopportabile dal partner, ad uno udibile persino in stanze adiacenti. Si cita il caso di un obesa anziana che russava così forte da far cadere la vecchia sveglia posizionata sul comodino. Il russare notturno è fonte di reciproche lamentele in coppie sia di diritto che di fatto, così quotidiane da portare a… camere separate. Quando non è saltuario, e allora può considerarsi un noioso fastidio, il russare può configurare una vera malattia (in gergo medico “roncopatia” o patologia del russare) che può evolvere per gradi verso una condizione patologica più seria chiamata “sindrome da apnea da sonno”, caratterizzata da periodi di apnea (arresto respiratorio), che durano più di 10 secondi e che possono ripetersi decine di volte in una notte. In tali fasi, la concentrazione ematica di anidride carbonica supera un certo limite, stimolando il centro respiratorio per cui il soggetto “è costretto” a respirare bruscamente, momento che viene avvertito come un rantolo fragoroso che può persino spaventare la persona che dorme accanto. Inoltre, l’inevitabile riduzione dell’ossigenazione del sangue durante l’apnea, specie in individui a rischio, può avere conseguenze cliniche non marginali. Oltre alla stanchezza e irrequietezza causate dai frequenti risvegli notturni, si possono avere infatti complicanze cerebrali e cardiocircolatorie e persino sessuali. Significativo è che nella metà o più dei pazienti maschi che lamentano insufficienza erettile risultino presenti più di 5 episodi di apnea notturna ogni ora. Nel “russatore semplice” possono rivelarsi efficaci alcun espedienti ragionevoli come dimagrire se c’è sovrappeso e pancia prominente, abituarsi ad una cena leggera, abolire il fumo, diminuire gli alcolici serali (che causerebbero un arretramento della lingua durante il sonno), dormire di lato, evitare il sovraffaticamento e i sedativi (se non proprio necessari). Sembra efficace anche l’uso di un umidificatore nella stanza dove si dorme, in quanto l’aria troppo secca favorisce la respirazione orale, mentre incerte sono le evidenze circa l’utilità dei “cerotti nasali” usati anche da qualche atleta (ma sempre di meno). Quando la roncopatia cronica è severa e si arriva all’apnea notturna, i rimedi ora citati non sono più sufficienti. Un accertamento diagnostico ORL, eventualmente completato da un esame chiamato polisonnografia, aiuterà allora a stabilire le cause e su queste si potrà intervenire per via chirurgica (ad es., correggendo il setto nasale molto deviato o riducendo i turbinati). In caso di vibrazione abnorme del palato molle e dell’ugola l’intervento che va per la maggiore è la uvulopalatoplastica, oggi praticabile anche ambulatoriamente a mezzo di raggio laser. Il divorzio risolve talora i dissidi coniugali da roncopatia, ma purtroppo… non guarisce il russatore.
Titolo originale. Conseguenze coniugali e non del …russare