UNA POLIPILLOLA PER PIU’ MALATTIE: SPERANZA O ILLUSIONE? (15 Luglio 2009)
Un problema per tutti, ma soprattutto per l’anziano, è la necessità di assumere non di rado molti farmaci. Questa realtà è in parte dovuta alla presenza di una polipatologia in chi essendo più in là con gli anni è non di rado penalizzato contemporaneamente da problemi osteoarticolari (artrosi, artrite), cardiocircolatori (coronaropatie, ipertensione) e dismetabolici (alto tasso di colesterolo e trigliceridi, diabete mellito). Questa necessità di assumere più di un farmaco, e a orari diversi, è causa frequente di confusione da parte dell’anziano o di chi l’assiste, per cui la regolarità dell’assunzione (in gergo la più volte ricordata “compliance”) lascia in molti casi a desiderare. Di recente un’azienda farmaceutica indiana ha prodotto un preparato unico includente più farmaci, con il quale si dovrebbe ridurre di almeno il 50% il rischio di ictus cerebrale e infarto miocardico. Durante una riunione 2009 dell’American College of Cardiology si sono presentati i dati preliminari di uno studio in cui venivano esaminati i risultati clinici ottenuti con questa originale polipillola (“polypill”) contenente 5 principi attivi (3 farmaci contro la ipertensione arteriosa, una statina per abbassare il colesterolo, e un’aspirina a basso dosaggio come antiaggregante piastrinico), confrontandoli con i risultati ottenuti in 8 gruppi comparabili per patologia, sesso ed età trattati con i singoli componenti della polipillola. I risultati si possono riassumere come segue: 1. Gli effetti collaterali sono sovrapponibili nei due gruppi; 2. non è emersa alcuna interazione farmacologica negativa nei pazienti trattati con la polipillola; 3. i benefici clinici sono statisticamente comparabili tra i due gruppi di trattamento, fatta eccezione per i soli effetti ipocolesterolemizzante e ipotensivo (più evidenti nei gruppi trattati con il rimedio singolo); 4. i risultati sono definiti “incoraggianti” anche per quanto riguarda la tolleranza. Questione di settimane -dice l’equipe dei ricercatori- e la polipillola sarà disponibile in India per la prevenzione secondaria (cioè messa in atto dopo il primo attacco cardiaco o il primo ictus). Secondo i ricercatori questa “accelerazione” per passare a un uso più ampio sarebbe giustificata, oltre che dai risultati dello studio, dal fatto che per ogni singolo ingrediente della polipillola esiste già la dimostrazione dell’efficacia e della sicurezza. Tuttavia, gli stessi sperimentatori riconoscono che la profilassi con la polipillola deve essere meglio verificata su più ampia casistica prima di estenderla a largo raggio nella pratica medica. Anche l’ipotizzato miglioramento della compliance legato al minor numero dei medicinali da assumere, benché plausibile, deve essere oggettivato nella pratica, specie in pazienti del Terzo Mondo dove la situazione sanitaria è particolarmente precaria. Inoltre, uno studio di sole 12 settimane come quello dei clinici indiani è da ritenersi comunque inadeguato per quanto attiene al controllo della sicurezza. Infine, c’è chi ha sollevato la questione del costo della polipillola che, soprattutto nei Paesi sottosviluppati dove lo studio è stato condotto, potrebbe risultare non sostenibile. In conclusione, progetto interessante quello della pillola polivalente, ma sono necessari cautela, controlli e valutazioni socioeconomiche prima di ipotizzare e pianificare con essa un trattamento su larga scala
Titolo originale. Unica (poli)pillola per piu’ malattie: speranza o illusione?