(INFLUENZA SUINA) GUAI A ESAGERARE I PERICIOLI CHE CORRIAMO (17 luglio 09)
Questi giorni la cosiddetta influenza suina (“swine flu”), cioè provocata data dal virus A H1N1 dei suini, che in certi casi sembra essere diventato patogeno per l’uomo, e soprattutto trasmissibile da uomo a uomo, ha guadagnato di nuovo l’attenzione dei media. Di pari passo viene rimarcata l’importanza di disporre quanto prima dello specifico vaccino e l’utilità dei pochi farmaci antivirali già in commercio (di modesta efficacia, se non usati tempestivamente). Questa sensibilizzazione a tutela dei cittadini dovrebbe essere motivo di tranquillità e, se il pericolo di pandemia si profila così elevato, l’allarme va assolutamente elogiato. Tuttavia, non mancano motivi generali di perplessità, gli stessi già espressi a proposito della “normale” influenza stagionale e del relativo vaccino. Si è infatti assistito spesso negli anni scorsi e per molte altre virosi ad una discrepanza tra previsioni catastrofiche (accompagnate invariabilmente ad un battage a favore della vaccinazione diffusa) ed il bilancio effettivo a posteriori, molto più tranquillizzante e meno drammatico del previsto. In altre parole, mentre il pericolo teorico è enfatizzato con molto clamore, lo scampato pericolo che testimonia la fragilità di quell’enfasi è poco opportunamente ignorato dai media. Succede del resto anche per la patologia non virale come ad esempio il morbo della mucca pazza (dovuto ai prioni e non ad un virus). Ebbene, i lettori ricorderanno certamente che si è ricominciato a mangiare la gustosa fiorentina prima drasticamente demonizzata solo perché, dopo che questa bistecca aveva guadagnato le luci della ribalta…non se n’è più parlato in televisione o sui giornali. Tornando alla influenza suina, l’allarme viene lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che rivela come il virus A H1N1 abbia contagiato nel mondo più di 100.000 soggetti con conseguente decesso di 400 pazienti (mortalità di circa lo 0,4%). Queste cifre sono tanto o poco? Chi volesse consultare in rete il sito della Associazione per il Diritto degli Utenti e Consumatori (ADUC) troverebbe quanto dice in proposito il segretario Primo Mastroianni. Egli rileva intanto opportunamente che, rapportando il numero di infetti e di decessi ai miliardi della popolazione mondiale, queste cifre OMS sono davvero poco rilevanti. In Italia, in particolare, i casi accertati sono meno di 300 e nessun paziente risulta deceduto. Si fa anche presente che nel nostro Paese muoiono, non per la swine flu ma per la normale influenza, 4500 persone all’anno per cui la mortalità per l’influenza suina risulterebbe decisamente inferiore. Più preoccupante è che l’influenza suina sembra preferire maggiormente i giovani adulti e l’età media, invece che i bambini e gli anziani colpiti preferenzialmente dalla influenza stagionale abituale. Insomma, l’allarme non è fuori luogo, ma l’allarmismo sì, con inevitabili e multiple conseguenze. Ad esempio, si sono già registrate raccomandazioni a non mangiare carne di maiale, raccomandazioni che sono risibili perché la cottura è più che sufficiente a neutralizzare il virus. Questo si trasmette infatti da uomo a uomo per via respiratoria e non per via alimentare. Un’ultima considerazione incoraggiante circa la gravità di un epidemia virale in generale, è che la popolazione oggi è ben diversa da quella che è stata colpita dalle pandemie più gravi del passato, in primis dalla “Spagnola”. Oggi la gente è più protetta, più ben nutrita e più resistente e il monitoraggio internazionale è decisamente più efficiente. Non è dunque irragionevole il dubbio che anche nel caso della influenza suina le previsioni a priori, molto pubblicizzate, siano smentite a posteriori senza che tale flop sia commentato altrettanto ampiamente dai media. Intanto il vaccino, che ci sarà fra mesi, è già molto reclamizzato e sta incontrando pertanto grande interesse: quello dei cittadini, che giustamente vogliono mettersi al riparo dalla swine flu, ma soprattutto quello vivacissimo dei…produttori, per comprensibili ragioni di marketing. Il “guru della pandemia influenzale” David Navarro, come ho ricordato precedentemente, parlando del rischio di pandemia influenzale stagionale ha dichiarato: “Beh, effettivamente abbiamo forse esagerato un po’ con tale pericolo”. Che l’anno prossimo si debba concludere così anche per la influenza suina?
Titolo originale. Influenza suina:allarme o allarmismo?