HELICOBACTER: NEMICO  O PROTETTORE? (15 settembre 2009)

C’è l’attendibile ipotesi che il batterio Helicobacter sia comparso quando i mammiferi si sono evoluti dai rettili, circa 150 milioni di anni fa e che abbia poi assunto caratteristiche specifiche a seconda della specie che lo ospita: quello che a partire dall’era paleolitica si è adattato nello stomaco dell’uomo è appunto l’Helicobacter pylori (HP). Giustamente, la gente è poco interessata a questi studi filogenetici e si preoccupa piuttosto dei danni che l’HP può provocare nello stomaco di oggi. E ora sappiamo che, con maggiore o minore aggressività a seconda del ceppo di HP, questo batterio può causare gastrite cronica, ulcera gastrica e/o duodenale. L’HP è pure considerato dalla “International Agency for Cancer” uno dei fattori concorrenti al cancro dello stomaco, evento per altro raro e registrabile solo quando l’infezione persiste da una trentina d’anni e si associa ad altri concomitanti fattori di rischio. Anche un altro raro tumore, il linfoma gastrico (maltoma), lo si considera correlato alla infezione da HP. Tuttavia, va rimarcato che solo una minoranza assai esigua delle persone che albergano nel loro stomaco l’HP andrà incontro a questa patologia che comunque è multifattoriale. Un elemento sottovalutato all’inizio è che, esistendo da secoli, l’HP ha condizionato in qualche modo pure la reattività immunitaria dell’uomo e che pertanto la sua scomparsa grazie alla terapia eradicante potrebbe avere conseguenze positive per un settore (le alte vie digestive), ma negative per altri apparati. In effetti, sembra emergere con evidenza sempre maggiore una relazione “inversa” tra la presenza del ceppo più aggressivo di HP (cosiddetto cagA-positivo) e asma infantile, rinite allergica e tendenza a sviluppare reazioni localizzate allergo-anafilattiche (atopia) causate da contatto o inalazione di  sostanze allergizzanti. In altre parole, bambini che sono privi di questo batterio nel proprio stomaco sarebbero più portati durante la crescita a sviluppare questo tipo di patologia e, in particolare, l’asma bronchiale. Queste riflessioni epidemiologiche e patogenetiche ancora ipotetiche, vengono ritenute plausibili da un gruppo internazionale di grandi esperti, Martin Blaser e collaboratori della New York University, i quali in un articolo pubblicato da poco sul giornale dei gastroenterologi inglesi, concludono dicendo: “E’ possibile che per molti individui l’HP sia benefico nei soggetti di età pediatrica e dannoso negli adulti”. Blaser e collaboratori, pur invitando a doverose prudenze interpretative, aggiungono ancora altre provocazioni, chiedendosi per esempio se in futuro, in base a ulteriori caratterizzazioni genetiche, non potrebbe succedere che si ritenga persino utile infettare deliberatamente dei bambini con HP per ottimizzare la loro salute nel lungo termine. Oltre che protettivo sull’asma l’HP, sarebbe infatti in grado di  ridurre anche il rischio di reflusso gastro-esofageo, di cancro dell’esofago, di obesità e di diabete. Il lettore resterà sconcertato di fronte a tale ipotesi provocatoria, ma la veda come conferma del fatto che in medicina (quale che essa sia!) non c’è nulla di facile e di immutabile e che nuove scoperte possono quasi sempre imporre di correggere momentanee verità.

Titolo originale. Helicobacter pylori: nemico o protettore?