FINALMENTE LA BIBLIOTECA MEDICA VIRTUALE (22 sett 2009)

Non sempre sono convinto delle iniziative del nostro Assessorato della Salute e soprattutto quando, nell’avviare iniziative che riguardano la pratica medica, si mostra sensibile a recepire opinioni disparate, tranne quelle dei medici e dell’Ordine che li rappresenta. Il dissenso non ha nulla di preconcetto e non esclude che lo stesso assessorato sia altre volte promotore di iniziative valide e del tutto condivisibili. Una di queste è la Biblioteca Medica Virtuale (BMV), la cui realizzazione è nata dalla considerazione che l’aggiornamento post-laurea è una “conditio sine qua non” della preparazione professionale dei medici i quali, solo se aggiornati, sapranno praticare una medicina corretta e confacente con gli interessi della comunità. Numerose verifiche negli Stati Uniti dimostrano inequivocabilmente che l’aggiornamento è più importante dell’esperienza (ovviamente benemerita) e che i giovani dottori, se aggiornati, affrontano i problemi incontrati nella attività quotidiana meglio dei colleghi laureatisi molti anni prima, ma fermi alle vecchie nozioni. Una delle fonti più proficue di aggiornamento sono le riviste scientifiche, le banche dati e i pochi siti in rete indipendenti e attendibili . Sfruttare queste possibilità non è però facile. Il web è un contenitore ricco più di spazzatura che di nozioni valide e le riviste di settore sono troppe (circa le 30.000 ogni anno). Anche selezionando le più attendibili il medico incontra due ostacoli principali: trovare il tempo per consultarle in modo esauriente (senza limitarsi solo al riassunto!) e il costo di abbonamento che specie per le migliori risulta tutt’altro che trascurabile. E’ in questo contesto che si colloca la BMV  già operativa da parecchi anni per iniziativa dell’assessorato che, facendosi carico delle spese relative, permette così a medici, paramedici e amministrativi del settore sanitario di consultare gratuitamente le riviste e le banche dati più importanti. Al cittadino può forse sfuggire la rilevanza di questa opportunità per quanto attiene concretamente alla salute, ma la positiva ricaduta di tale “facility” sulla pratica medica e sull’assistenza del paziente va invece sottolineata con forza ed elogiata. Attraverso il portale l’interessato può accedere a centinaia di pubblicazioni e specifici database relativi a tutte le discipline specialistiche. L’utilità della BMV non è dunque “teorica” ma si traduce in un concreto aiuto per il medico “al letto del malato”. Sarebbe stato un vero peccato se di questo servizio potessero usufruire solo gli operatori sanitari ospedalieri e infatti è previsto che anche il medico di medicina generale o che opera comunque al di fuori dei comprensori, facendo motivata richiesta, possa ottenere la via d’accesso alla BMV. Il consenso e l’apprezzamento dei medici che vogliono aggiornarsi non è mancato e la BMV risulta intensamente consultata ogni giorno. Anche altre regioni hanno realizzato progetti simili, ma la BMV della nostra provincia è probabilmente la più avanzata, consentendo pure una migliore valutazione qualitativa delle fonti di informazione a chi la consulta. Altro fiore all’occhiello della BMV, e quindi dell’assessorato, è l’impegno a valorizzare la Evidence Based Medicine (EBM), o medicina basata sulle prove, cui non si può che plaudere. Contradditorio sembra allora, mi si consenta, che non poca attenzione sia data anche alla non-EBM, cioè alle medicine “non” basate sulle prove. Rubando un versetto al grande Dante (Inferno, XXVII) verrebbe spontaneo constatare che si tratta di una “contraddizion che nol consente”.

Titolo originale. Biblioteca medica virtuale: plauso all’assessorato.