INFLUENZA SUINA: PIU’ CONFUSIONE CHE CERTEZZE, MA GIORNALI INCOLPEVOLI

Nello stesso numero di quotidiano o rivista (ma in TV è lo stesso) può capitare che il lettore preoccupato dell’influenza suina trovi informazioni discordanti  se non palesemente in netto contrasto tra loro. Le notizie di casi di morte sospetta per influenza suina si mischiano non di rado con l’annuncio di immediata dimissione dall’ospedale di pazienti nei quali questa virosi è stata accertata. Già in passato si è enfatizzato dai media  anche per altre virosi  un pericolo risultato poi immotivato, senza però che la stessa enfasi venga poi data quando la previsione ha clamorosamente toppato. Sbaglia tuttavia chi attribuisce alla carta stampata la responsabilità di provocare la vigente confusione. I mezzi di informazione non sono infatti bollettini medici e si limitano a riportare per dovere di cronaca opinioni e suggerimenti provenienti da addetti ai lavori, siano essi infettivologi qualificati o politici responsabili della sanità pubblica. Sono spesso questi pareri e non i giornali ad  essere contradditori e motivo più di perplessità che di certezze per i cittadini. Lo scriba non si permette di esprimere un suo parere personale data la sua non competenza specifica per non concorrere lui pure ad una informazione di incerta attendibilità. Non è tuttavia inutile riferire le Linee Guida relative a trattamento e profilassi con farmaci antivirali della influenza suina raccomandate dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), e ciò sia per la (presunta) maggiore attendibilità di questo ente sovranazionale, sia per la serietà con cui  esso precisa nel documento (particolare questo di grande importanza!) se le raccomandazioni sono date solo su base concettuale o suffragate invece da prove più o meno solide. Questa è informazione corretta e cercherò di sintetizzarla per quanto concerne sia il trattamento che la prevenzione con farmaci antivirali (da non confondere con il vaccino specifico).

TRATTAMENTO. 1. L’antivirale oseltamivir (Tamiflu) dovrebbe essere prescritto nei pazienti con decorso grave o progressivamente ingravescente. Il trattamento è suggerito per tutti i pazienti di questo tipo, includenti donne gravide, neonati e bambini anche sotto i 5 anni di età, pazienti over 65 o sofferenti di preesistente patologia respiratoria, cardiaca, epatica, o da diabete e immunodepressione (raccomandazione FORTE, prove MODESTE). 2. l’antivirale zanamivir (Relenza) va prescritto a pazienti di pari severità clinica e/o ad analogo rischio, ma poco sensibili all’oseltamivir o quando l’oseltamivir non è disponibile (raccomandazione FORTE, prove MOLTO MODESTE). 3.gli antivirali non sono necessari in pazienti  con forma influenzale meno grave e/o non a rischio (raccomandazione DEBOLE,  prove MODESTE).  3. in pazienti a rischio, anche in assenza di complicazioni oseltamivir o zanamivir dovrebbero essere somministrati prima possibile dopo i primi sintomi (raccomandazione FORTE, prove MOLTO MODESTE).

PREVENZIONE. 1. La profilassi con oseltamivir o zanamivir va attuata se il rischio di contagio è alto o anche quando è basso, ma le complicazioni sono probabili, e ciò sia persone singole o in gruppi, quali ad esempio gli operatori sanitari (raccomandazione TIEPIDA, prove di SCADENTE QUALITA’). 2.Non è necessaria la profilassi con antivirali né in individui a rischio, né in operatori sanitari se la probabilità di complicazioni è bassa (raccomandazione TIEPIDA, prove di SCADENTE QUALITA’).

Si evince facilmente da quanto precede che le prove della reale efficacia delle raccomandazioni pur formulate sia per la terapia che per la prevenzione con antivirali  sono ritenute dalla OMS “scadenti” o “molto scadenti”. Il che significa che ci si muove più secondo il principio di precauzione che sulla base di dati oggettivi provenienti da dati epidemiologici o da sperimentazioni cliniche prospettiche. Inoltre, è evidente il peso della soggettività di chi dovrà giudicare la gravità della influenza e il rischio di complicazioni. E’ anche chiaro che il timore dell’opinione pubblica influisce in qualche modo sulle raccomandazioni OMS e che Big Pharma non è affatto… dispiaciuta di questo timore pur oggettivamente giustificato.

VACCINAZIONE.

 Per quanto attiene alla vaccinazione, quella per la “normale” influenza stagionale dovrebbe partire secondo il sottosegretario Fazio dal 5 ottobre con le stesse modalità di ogni anno, inclusa la distribuzione  gratuita per i pazienti a rischio (sostanzialmente bambini dopo i 5anni, soggetti over 65 e pazienti affetti da patologia cronica e invalidante. La vaccinazione specifica anti-influenza suina dovrà invece addizionarsi a quella abituale qualche settimana dopo, condizionata in parte dalla  disponibilità del vaccino che si sta approntando e solo nei soggetti a rischio già ricordati per i farmaci antivirali. La vaccinazione sarà effettuata solo in ambienti istituzionali e il cittadino non potrà acquistare il vaccino in farmacia. A oggi (24 settembre) sembra che il medico di medicina generale non abbia ancora ricevuto informazioni precise sulle date. L’unica cosa che “sembra” certa è che l’influenza suina avrebbe alcune caratteristiche peculiari riassunte recentemente da un grosso esperto, il Dr. Neil O. Fishman dell’Università di Pennsylvania: colpirebbe in prevalenza soggetti più giovani (più facile in essi la non precedente vaccinazione, la vita in gruppi e, quindi, il potenziale contagio), sarebbe più minacciosa per i bambini piccoli specie se defedati o affetti da danno cerebrale o da malattie neuromuscolari, sarebbero più frequenti i dolori addominali e/o toracici, la vertigine e la confusione mentale. Quanto ai casi di mortalità da visus AH1N1, bisogna non dimenticare che si muore anche di influenza “normale” e domandarsi pure perché questi decessi allarmino stranamente molto meno e fanno molto meno notizia (20 % di decessi negli USA tra i 200.000  ricoverati ogni anno per influenza abituale). Lavarsi bene le mani, evitare ambienti densamente popolati, specie se vi sono stati casi di influenza, e altri consigli del medico di famiglia sono in ogni modo precauzioni importanti (e poco costose) cui attenersi. L’allarme, invece , e il panico immotivato non hanno mai aiutato nessuno.