L’OMEOPATIA TERA NAZISMO E CONVERSIONE (24 DIC 2009)
Circa 50 anni dopo la morte di Samuel Hahnemann (1843), riconosciuto “inventore” dell’omeopatia, nasceva Fritz Donner. Laureatosi in medicina Donner seguiva le orme del padre medico e omeopata, praticando egli stesso con convinzione le terapie omeopatiche, viste dalla Germania di Hitler con grande favore. Aprendo infatti l’8 agosto 1937 a nome del Fuehrer il Congresso Internazionale della Società Omeopatica, Rudolf Hess diceva testualmente: “Per questo motivo [la fiducia nell’omeopatia], io ho preso sotto la mia diretta protezione il XII Congresso Internazionale di Omeopatia in Berlino, per esprimere l’interesse dello Stato nazionalsocialista verso tutte le modalità terapeutiche utili alla salute della gente”. Questo favore del nazismo all’omeopatia è poco risaputo così come poco conosciuta è la conseguente operazione su larga scala condotta da medici omeopati per conto di Hitler & Co. Fritz Donner era uno dei tanti omeopati coinvolti in questa iniziativa avviata nel 1939 volta a dimostrare l’efficacia dell’omeopatia e sfociata invece in un disastro. Pur inizialmente fautore di questa “terapia alternativa”, Donner non tardava a constatare la fragilità dei presupposti teorici nei quali egli stesso aveva confidato e soprattutto a riscontrare una vistosa discrepanza tra le premesse/promesse teoriche dell’omeopatia e i risultati clinici. Con l’onestà intellettuale che consente alle persone in buona fede di cambiare motivatamente opinione, Donner, ormai in pensione, iniziava nel 1961 una relazione su questa esperienza deludente completandola otto anni dopo, nel 1969. Tuttavia la relazione non veniva pubblicata sulla stampa tedesca, ma in una rivista francese e soltanto nel 1995 le sue “Osservazioni sulla verifica dell’omeopatia ordinata dall’Ufficio d’Igiene del Reich fra 1936 ed il 1939” sono state pubblicate su un giornale tedesco a bassa tiratura. Oggi queste “Bemerkungen zu der Überprüfung der Homöopathie durch das Reichsgesundheitsamt 1936 bis 1939 sono finalmente reperibili pure in rete. Henri Broch, Professore di Biofisica teorica all’Università di Nizza Sophia-Antipolis aggiunge alcuni dettagli relativi a questa relazione, segnalando le forti pressioni da parte di Unseld, autorevole omeopata germanico e di Schoeler, editore-capo dell’Allgemeine homöopatische Zeitung, affinché Donner non la pubblicasse. La storia di Donner ha indubbie analogie con quella più recente di Edzard Ernst, medico anch’egli germanico nato a Wiesbaden nel 1948. Ernst inizia la sua carriera all’ospedale omeopatico di Monaco e pratica personalmente l’omeopatia e altre terapie alternative. Diventato nel 1993 Direttore del Dipartimento di Medicina Complementare all’Università di Exeter, Inghilterra, anche Ernst si “converte” all’evidenza della…non evidenza. Per questo scriverà una lettera urgente alla Royal Pharmaceutic Society affinché i venditori di preparati omeopatici avvertano che non c’è evidenza che i loro rimedi abbiano alcun effetto specifico sugli esseri umani. E aggiunge ciò che riporto alla lettera: “Lasciamo pure che la gente faccia quello che crede, ma diciamo però loro la verità circa ciò che stanno acquistando.” “La verità -come diceva Gandhi in altro contesto- esige una dimostrazione costante.”
Titolo originale. Fritz Donner: omeopatia, tra nazismo e conversione