L’USO DELLE “STAMINALI” IN ALTO ADIGE SAREBBE UTILE PER INFARTI E TUMORI  (17 FEB 2010)

Dei diversi tipi di cellule staminali ne abbiamo già trattato in questa rubrica. Le staminali adulte (il cui uso non pone problemi etici sollevati per le staminali embrionali), si trovano virtualmente in ogni organo e tessuto, ma per loro peculiarità, sono proficuamente utilizzabili soprattutto quelle del cordone ombelicale, del midollo osseo, della cute e del grasso sottocutaneo. Le staminali adulte possono essere reinfuse direttamente nel paziente che ne ha bisogno, oppure conservate previo congelamento per essere usate in un momento successivo o, infine, coltivate prima dell’uso per aumentarne la numerosità. Dato l’alto potenziale terapeutico si sono mossi in questa direzione Ospedali, Università e anche strutture private. Molti risultati concreti si sono già raggiunti, vedi ad esempio il trapianto del midollo osseo in leucemici spesso salvavita, ma sono già terminati studi clinici preliminari promettenti/convincenti oltre che in ematologia pure in molti altri ambiti quali in primis dermatologia, oculistica, cardiologia, neurologia, medicina interna. Il progetto “terapia cellulare”, caldeggiato da Cortelazzo, Primario del Reparto di Ematologia di Bolzano, naturalmente costa perché richiede oltre che il concorso di competenze multidisciplinari, la realizzazione di un laboratorio attrezzato ad hoc, dotato ad es. di camere a bassissima contaminazione, nel quale le staminali prelevate siano trattabili secondo precise norme europee. Nella nostra provincia le patologie per le quali le staminali potrebbero risultare particolarmente adatte sono l’infarto miocardico, le malattie autoimmuni e i tumori. Dalla ex-ASL di Bolzano già nel 2006 per l’attuazione di progetti di terapia cellulare si è deliberata la creazione di un team multidisciplinare incentrato principalmente sul Centro Trapianti (Ematologia) e sul Servizio Farmaceutico Ospedaliero. Al momento manca ancora la struttura che realizzi il progetto, ma è sta già individuata un’area adatta. Per i soli laboratori è previsto un contributo della Associazione Italiana contro Leucemie,  Linfomi  e Mieloma, aiuto tuttavia insufficiente senza l’auspicabile supporto della Provincia che per altro mi risulterebbe assicurato. Questa attenzione alla terapia cellulare, pur costosa, sembrerebbe sia ai cittadini che ai medici più giustificata di quella relativa ad altre iniziative “politiche”, quali l’attivazione di un servizio di medicina complementare per malati di tumore a Merano, scelta criticata dall’80% dei medici, dall’Ordine dei Medici, dalla Società di Nazionale di Oncologia Ospedaliera e messa paradossalmente in atto senza alcuna consultazione “a priori” del  Reparto di Oncologia di Bolzano. Sarebbe stato ben più auspicabile, invece, il potenziamento delle terapie palliative portate avanti con umanità e competenza nel Reparto di  Geriatria del nostro Ospedale.

 

Titolo originale. La terapia cellulare: anche a Bolzano?