AMIANTO TRA TUMORI SICURI E CONDANNE INCERTE, ECCO UNO DEI NEMICI PIU’ INSIDIOSI

(24 feb 2010)

L’amianto, o asbesto, presente nell’eternit oltre che come responsabile della asbestosi, è tornato di recente alla ribalta in quanto causa pure di mesotelioma pleurico (MP), uno dei tumori più drammatici. Di fronte a migliaia di morti per MP, ma solo nel 1992, l’uso dell’eternit è stato bandito per legge. Ciò non è certo servito a rimuovere tout court l’amianto ampiamente usato nel dopoguerra in edilizia, settore navale, settore auto, riparazione dei rotabili ferroviari, fiorerie, manifattura tessile, mobilifici). La latenza tra esposizione all’amianto e sviluppo di MP è lunga più di 30 anni, ciò che rende difficile rintracciare il “dove e quando” del nesso: l’esposizione all’amianto risulta professionale nel 70%, non professionale nel 10%, ma circa nel 20% dei pazienti con MP non si trova alcuna esposizione all’amianto. Dal 1970 il  MP risulta in progressivo aumento in tutta Europa. Tra il 2000 e il 2003 i casi oscillavano da un minimo di 16 (Germania) ad un massimo di 39 casi/milione (Gran Bretagna), con l’Italia a metà strada (21/milione), ma dati più recenti  suggeriscono un ulteriore picco di MP entro il 2015. Dal Registro Tumori della  nostra Provincia (che, come il Molise, non dispone per altro di  un registro “specifico” per il MP) risultano 16 i casi accertati tra il 2001 e il 2005 (2 le donne) contro i 23 rilevati nell’arco 1996-2000 (7 le donne). Purtroppo, la sopravvivenza dalla diagnosi, in media 12 mesi, continua a essere molto malinconica nonostante qualche modesto progresso terapeutico soprattutto farmacologico. Dati epidemiologici più precisi potrebbero aiutare a  prevenire il rischio, per cui si è istituito per legge uno specifico Registro Nazionale Mesoteliomi che ogni due anni pubblica un rapporto sui casi di MP delle varie aree del Paese. Questi dati servono soprattutto ad effettuare le “bonifiche” (cioè la rimozione  dell’amianto) decisive in prospettiva, ma soltanto se fatte lege artis. La presenza di eternit, di per sé non pericolosa, lo diventa  quando le strutture in eternit sono diventate friabili al tatto o già sfaldate a causa di agenti esterni. In questo caso l’eternit sprigiona fibre di amianto, inalabili e in tempi lunghi cancerogene. Sconvolge il fatto che la ditta elvetica produttrice di eternit abbia per decenni taciuto ai dipendenti il nesso amianto-MP per cui, specie a Casale Monferrato e nel Pavese, i contaminati e morti per mesotelioma pleurico sono stati migliaia anche fuori fabbrica, in quanto potenti aeratori disperdevano le polveri in tutta la zona. Il processo istituito a Torino contro i responsabili aziendali è iniziato in primavera 2009 (sic!), ma la causa rischia fortemente di andare in prescrizione. Vien da pensare che vadano più facilmente in galera  i ladri di biciclette (grande De Sica!) piuttosto che chi è colpevole di strage.

Titolo originale. Amianto ( asbesto) tra tumori sicuri e condanne incerte.