UN “SI’” O “NO” ESPLICITO ALLA DONAZIONE D’ORGANI:FINALMENTE UNA LEGGE SERIA 3 marzo
E’ in arrivo alla Camera per essere approvata la legge, già passata in Senato, finalizzata ad una migliore regolamentazione della donazione di organi. La legge in vigore (91/1999) prevede il “silenzio/assenso informato”, rivelatosi insufficiente per vari motivi. Giuseppe Remuzzi, Primario dell’Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi degli Ospedali Riuniti di Bergamo, rileva al riguardo che in un reparto di rianimazione ben il 30% dei parenti, non essendo al corrente della volontà del paziente, nega il consenso al prelievo degli organi. Purtroppo, ogni prelievo negato di cuore, fegato o reni comporta rispettivamente la morte di un cardiopatico, di un epatopatico o di due pazienti con insufficienza renale (che non siano passibili di dialisi). La nuova iniziativa prevede che la carta d’identità riporti il consenso o il rifiuto a diventare donatore in caso di morte. Questo consentirà di ridurre la quota dei veti di coloro che, nel dubbio, si sentono di “proteggere” l’integrità corporale del deceduto. Se il donatore non ha espresso parere alcuno, chi oggi può decidere sono il coniuge o, in assenza di questo i figli e, in assenza di questi, i genitori. Qualsiasi provvedimento che favorisca la donazione va dunque lodato in quanto oggi solo il 20 % di coloro che potrebbero vivere grazie ad un trapianto riescono ad essere operati e troppi malati muoiono mentre sono in angosciante lista di attesa. Questa, sempre deprecabile per ogni malato, diventa particolarmente straziante per i candidati al trapianto. Con l’eccezione dei malati e dei loro congiunti, la gente “normale” non si preoccupa di questa attesa e non ci pensa pertanto a esprimere in vita un consenso o un rifiuto. Se l’inserimento del sì o del no nella carta di identità diventasse obbligatorio, si è calcolato che 8 persone su 10 si dichiarerebbero favorevoli, ciò che potrà concorrere ad un accorciamento delle attuali liste di attesa. Queste impietose liste della speranza sono tra l’altro molto diseguali a seconda dell’organo salvavita. Secondo dati del Centro Nazionale Trapianti, e limitandoci agli organi più “richiesti”, le attese medie espresse in anni sono per il rene 3, per il cuore 2,5, per il fegato almeno 2 anni. Nel 2009, in lista di attesa erano in Italia poco meno di 10.000 persone, una cifra probabilmente in crescita non accorciata dall’aumento delle donazioni che risulta ancora insufficiente nonostante i 20 donatori per milione di abitanti (in Alto Adige qualcosa di più) e i più di 3000 organi trapiantati/anno. Non mancano invece i Centri Trapianto che sono più di 100, anche se la metà si colloca sotto la media di sicurezza stabilita in base a canoni internazionali. Plauso quindi per il “sì” o “no” alla donazione sulla carta di identità, una legge a vantaggio (finalmente!) dell’intera comunità.
Titolo originale. Si’ o no esplicito alle donazioni d’organo: era ora!