FATE ATTENZIONE ALLA PUBBLICITA’ CHE VA IN ONDA IN tv PER LA VENDITA DI FARMACI
(9 marzo 2010)
A prescinder dalla grave questione dei farmaci contraffatti che tiene banco sui media in questi ultimi giorni e sulla quale cui varrà la pena di ritornare, un problema rilevante è quello della pubblicità dei preparati medicinali fatta dai media o (come specialmente negli USA) dalle aziende che li producono direttamente ai pazienti. Tale promozione è sempre più aggressiva, ciò che desta non poche perplessità. Il controllo di questo tipo di pubblicità non è d’altra parte semplice, specie per quanto attiene ai fumosi “integratori” o “bioregolatori” o, più in generale, ai farmaci da banco (i cosiddetti OCT). Questi, diversamente dai farmaci vendibili con ricetta, possono essere propagandati in televisione, dove se ne può vantare l’efficacia anche in assenza di evidenze scientifiche. Negli spot televisivi si sorvola inoltre spesso sulla durata del trattamento, sul dosaggio e sui potenziali effetti collaterali. Tali omissioni sono rilevanti, a prescindere dall’OCT che di per sé può anche esser un ottimo prodotto, come ad esempio l’aspirina. In verità, i possibili effetti dei preparati proposti in TV vengono talora citati, ma da una voce fuoricampo che parla a velocità supersonica o da scritte in calce leggibili solo con lente d’ingrandimento. Eloquente al riguardo è un’indagine attuata da “Altroconsumo” su spot pubblicitari relativi a 28 farmaci da banco: il composto base del medicinale risultava menzionato solo in due dei 13 farmaci obbligati ad indicarlo e solo in 15 dei 28 spot era consigliata la lettura del “bugiardino”. Le note in questo foglietto, inoltre, sono scritte di solito in corpo piccolo, ostico soprattutto per i pazienti anziani per i quali, tra l’altro, la terapia prevede spesso più di un medicinale, con maggiore rischio di interazione farmacologica. In TV, infine, non viene mai fatta la sacrosanta raccomandazione di usare il prodotto solo quando è necessario. L’avvertimento di segnalare al medico o al farmacista eventuali effetti collaterali degli OCT reclamizzati spesso c’è, ma è tranquillizzante solo in apparenza, in quanto noi medici e i farmacisti non siamo esperti in tema di effetti collaterali, specie se insoliti. Di fronte ad una segnalazione spontanea di reazione avversa, oltre a consigliare al paziente di sospendere l‘assunzione del preparato sospetto, si è già bravi se si avvisa dell’evento gli enti regolatori. Il paziente che decide di usare farmaci da banco o reclamizzati dai media, può ricorrere a opuscoli che insegnano alcune norme da seguire per una maggiore tutela e, tra questi, quello scaricabile dalla rete della Coop dal titolo “Ragionare prima di ingoiare”. Gli opuscoli sono però letti solo da poche persone per cui pure per l’acquisto di OCT la guida del medico di fiducia sembra molto raccomandabile, in attesa di una migliore regolamentazione della pubblicità, circa la quale chi scrive è per altro alquanto pessimista
Titolo originale. Pubblicita’ dei farmaci e interesse dei cittadini