DIABETE MELLITO: IL PROBLEMA È ORGANIZZATIVO E NON SOLO MEDICO (22 marzo 2010)
Due sono i tipi di diabete mellito (DM). il tipo1 (un tempo definito “magro”) riguarda il 5-10% dei diabetici ed è una malattia autoimmunitaria nella quale c’è deficit di insulina causato della distruzione delle cellule beta che la producono, situate negli isolotti endocrini pancreatici. Il DM di tipo 2 (un tempo diabete “grasso”) lo si riscontra nel restante 90%,ed è dovuto a fattori misti sia genetici (coinvolto il cromosoma 6) che acquisiti (in primis, età, obesità, inattività fisica). Nel DM tipo 2 l’insulina nel sangue può persino essere aumentata, ma il suo effetto è contrastato dalla insulino-resistenza, cioè dalla ridotta sensibilità dei tessuti a questo ormone. Benché il DM di tipo 1 sia più precocemente contrassegnato dai sintomi classici (aumento della sete, della fame e della diuresi), il tipo 2 pur a lungo asintomatico sta diventando il problema sociosanitario più rilevante. Nella nostra provincia la percentuale di malati di DM di tipo 2 è del 3,5 % con Bolzano al 4,7% ciò che, per un bacino di utenza di 100.000 persone, significa 4.700 diabetici da curare per attenuarne rischi ben noti (infarto, ipertensione, nefropatia, retinopatia e cataratta, gastroparesi, impotenza). Fino agli anni ‘80 diagnosi e cura dei diabetici erano di regola compito dei Servizi Diabetologici presenti in molti ospedali e non dai medici di medicina generale (MMG). Questa scelta mirava a uniformare le terapie antidiabetiche poco standardizzate se prescritte dai singoli MMG. Questo approccio comporta tuttavia inevitabili conseguenza negative: 1. disagio e costi per il paziente; 2. paziente scontento di non incontrare nel Servizio Antidiabetico sempre lo stesso medico; 3 l’intasamento dei Servizi con minore tempo da dedicare alla informazione e cura del singolo paziente. Dagli anni ’90 si è cercato pertanto di realizzare in campo nazionale una “Gestione integrata” dei diabetici con il coinvolgimento dei MMG nell’informazione, prevenzione, diagnosi e cura, mentre i Centri Antidiabetici si farebbero principalmente carico delle complicazioni e dei casi refrattari alle terapie. Su questa scia sembra muoversi anche la Direzione Sanitaria della nostra Provincia che sta avviando un “Progetto Diabete Alto Adige” (curato dal collega Bertamini). L’obiettivo del progetto è triplice: adeguato aggiornamento dei medici circa l’opportunità di una gestione ambulatoriale di questa malattia, migliore informazione della popolazione sulla opportunità di tentare la prevenzione del DM prima che si arrivi a sintomi conclamati, razionalizzare i rapporti tra MMG e Servizio Antidiabetico, così da alleggerirne il sovraccarico. Registriamo con fiducia tale iniziativa, auspicando per altro che gli obiettivi ipotizzati si realizzino traducendosi in concreti vantaggi per i diabetici perché, come diceva Charles Dickens, “Solo i fatti servono nella vita.”
Titolo originale. Diabete mellito: problema organizzativo e non solo medico