LA MEDICINA DELL’EVIDENZA E IGVAC SEMMELWEIS: L’INGIUSTO OBLIO VERSO UN GRANDE
(9 aprile 10)
Vittima di un oblio vergognoso è Ignác Semmelweis, ignoto oggi al grande pubblico e pure a non pochi medici. La sua storia si intreccia con quella della febbre puerperale, grave infezione batterica dell’utero (post-partum o post-aborto) ad esito frquentemente fatale in era pre-antibiotica. Nato in Ungheria, nel 1818, ma laureatosi in Medicina a Vienna nel 1844, Semmelweis si specializza e lavora nel Reparto di Ostetricia dell’Allgemeine Krankenhaus di Vienna, dove ci sono due padiglioni, uno gestito da medici cui spetta di eseguire eventuali autopsie prima di andare a visitare le pazienti ricoverate, l’altro, riservato al tirocinio delle ostetriche che possono far partorire ma, ovviamente, non eseguire autopsie. Semmelweis si accorge che nel reparto dei medici il numero delle pazienti che muoiono per febbre puerperale è molto più elevato di quello registrato nel padiglione gestito dalle ostetriche. Egli ipotizza allora che i medici si infettino le mani sezionando i cadaveri e che contagino poi per tale motivo le pazienti visitate. Per verificare la sua ipotesi Semmelweis ordina allora che i ginecologi dopo le autopsie si lavino accuratamente le mani con ipoclorito di calcio prima di andare in visita e che le partorienti dispongano di lenzuola pulite. Il bilancio dopo un anno dà clamorosamente ragione a Semmelweis: l’11% di decessi nel 1846 diventa 5% nel 1847 e 1% l’anno dopo ancora. La dimostrazione che il semplice lavaggio delle mani riduce così tanto la morte per sepsi puerperale invece che destare l’ammirazione produce solo invidia e facili ironie. Persino il grande Virchow si oppone all’acuta intuizione dello “straniero” che individuando questa “malattia dei medici untori”, portava discredito alla classe medica. Semmelweis viene di fatto licenziato, torna nella sua Ungheria dove è invece considerato “il tedesco” e l’accoglienza non è certo migliore. Semmelweis, che da parte sua fa di tutto nei suoi scritti per favorire l’antipatia dei colleghi, va progressivamente incontro prima a depressione e, infine, ad un probabile Alzheimer. Ricoverato in ambiente psichiatrico, muore miseramente nel 1865 (probabilmente per un trauma cranico procuratogli da infermieri non seguaci di…Basaglia). Finalmente dopo 15 anni, grazie anche alla risonanza degli studi batteriologici di Pasteur, il valore della scoperta di Semmelweis viene riconosciuto e nel 1894 l’Università di Vienna si decide a intitolargli la Clinica Ostetrica. Ma iI grande pubblico continua a ignorare Semmelweis, antesignano della medicina basata sull’evidenza, grazie al quale oggi la febbre puerperale in Occidente ha una incidenza estremamente bassa. E’ malinconico constatare ancora una volta come la storia, pure in medicina, ricordi più facilmente i tromboni e i ciarlatani che i benefattori.
Titolo originale. Ignác Semmelweis: oblio ingiusto di un grande della medicina