FEGATO GRASSO IN NON BEVITORI. SPESSO CI SI ALLARMA MANON SI TRATTA DI MALATTIA

(19 maggio 2010)

Complice l’ecografia aumenta il numero di pazienti astemi, specie di mezza età, che con stupore si ritrovano ad avere un “fegato grasso” (steatosi epatica, SE). Di fatto, la SE non dovuta all’alcol è presente in ben il 25% della popolazione (e nel 50% dei positivi al virus C dell’epatite). Ma la SE può considerarsi una malattia? La risposta data dalla Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF) è “No” nella maggioranza dei casi. Tuttavia, in una minoranza di soggetti la SE può evolvere in steatoepatite e persino in  cirrosi (e poi, rarissimamente, in cancro). La diagnosi ecografica di SE è spesso casuale in quanto i soggetti sono per lo più asintomatici e i comuni test epatici di laboratorio risultano spesso normali. Per capire le ragioni della SE negli astemi basta quantificare i fattori di rischio quali sovrappeso, incongruenze dietetiche e attività fisica. Stabilire invece se la SE semplice si associa alla fibrosi (anticamera della cirrosi) non è facile, nonostante i progressi consentiti  dal “Fibroscan” (ancora poco diffuso e influenzabile da vari fattori ). La TAC addominale sarebbe utile a tal fine ma un ricorso periodico ad essa,  salvo eccezioni, è sconsigliabile dato il non trascurabile rischio radiologico che comporta. La Risonanza Magnetica, d’altra parte, si considera troppo costosa per una steatosi in genere poco rilevante. La biopsia epatica sarebbe il gold standard per accertare se si associa un eventuale epatite, ma l’esame è penalizzato da un notevole “observer error” e non è esente da qualche rischio. La terapia nei soggetti con SE obesi e astemi consiste nel calo di peso tramite una drastica riduzione di grassi e zuccheri, l’abolizione delle bibite zuccherate (ruolo sottovalutato!) e l’aumento dell’attività fisica quotidiana. Circa il ruolo dei farmaci l’AISF è piuttosto scettica. Per quelli antiobesità non si è mai dimostrato un effetto diretto sulla SE (tra l’altro rimasto in commercio solo l’orlistat che in dose ridotta è diventato farmaco da banco).  Gli antidiabetici orali non sono raccomandabili (al di fuori degli studi clinici) a meno che non si associ un diabete di tipo 2. Gli “anticolesterolo” (statine) non mostrano alcun vantaggio sulle direttive dietetico-comportamentali. Gli antipertensivi nei pazienti ipertesi con SE non hanno alcuna efficacia sulla steatosi e lo stesso dicasi per gli antiossidanti. L’ AISF considera anche opzioni più aggressive, quali gli interventi sull’intestino atti a ridurre in tempi rapidi  l’assorbimento e quindi il grasso corporeo. Ma tali ipotesi non riguardano certo i soggetti asintomatici che sono la stragrande maggioranza e che si allarmano per il termine “steatosi epatica” nel referto ecografico. Invece che spaventarsi immotivatamente, basta mangiare meno e muoversi di più, senza prendere medicine. E si risparmia pure.

 

 

Titolo originale. Fegato grasso in non bevitori: curiosita’ o malattia?