SANITA’ – TAGLI E SPRECHI (2 luglio 2010)

In tempi di vacche magre le difficoltà ci sono dappertutto e la Sanità non fa eccezione. I politici si lamentano del calo delle risorse, i medici di una serie di inadempienze contrattuali e non, i ricoverati di molti disagi,  i pazienti ambulatoriali di inaccettabili di liste di attesa e di esose tariffe parcheggio. I contraccolpi negativi non possono non ricadere pure sul personale infermieristico che rappresenta l’ultimo anello da un punto di vista gerarchico, ma  non l’ultimo certamente da un punto di vista assistenziale. Gli infermieri non sono più quelli di una volta, studiano e acquistano competenze sempre più nobili e acquisiscono tecniche una volta riservate solo ai medici, ma paradossalmente la loro voce è poco ascoltata e la messa in pratica quanto imparato alla scuola professionale risulta impossibile. I turni di lavoro e la scarsità numerica  sono forse le voci che in concreto penalizzano molto la loro attività e la loro soddisfazione personale. Qualcuno segnala ogni tanto atteggiamenti troppo sbrigativi e poco umani, ma ci si chiede mai in quali condizioni non pochi infermieri sono costretti a lavorare specie in certi reparti e soprattutto di notte? Quando le mansioni dovrebbero essere svolte da due persone e ce n’è una sola, quando suonano tanti campanelli ma si può accorrere soltanto per verificare i bisogni di un paziente alla volta, quando già rintracciare il medico di guardia (non sempre di reparto) è già una difficoltà come si deve sentire un infermiere? Potrà essere mai una soluzione puntare su infermieri con scarsa motivazione, perché non in organico, che non parlano né italiano né tedesco? Mal comune mezzo gaudio, ma così non è: il carico di lavoro negli ospedali più periferici è minore e risente molto meno della crisi. Crisi non teorica se è vero, come è vero, che un quarto piano chirurgico chiude alle ore 20 per l’impossibilità di tenerlo aperto. Ci si assicura che le prestazioni non necessarie saranno comunque garantite, ma se il IV piano part time non è necessario, perchè mantenerlo e, se invece serve, qualcun ci dovrà pure rimettere, poco o tanto. Nello stesso momento il servizio di medicina complementare-alternativa di Merano che risulta poco…produttivo non solo allarga le prestazioni per i pazienti tumorali degli altri distretti, ma lo fa anche per la patologia cronica non neoplastica. Proprio all’indomani che, per l’ennesima volta, la commissione tecnica della Camera dei Comuni e la British Medical Society chiedono la messa al bando delle medicine non convenzionali. Non parliamo poi di alcuni sprechi legati a consulenze, riportate giorni fa anche dal giornale, di cui nessuno conosce bene nè i fini né l’impatto concreto.

 

 

Titolo originale.  Sanita’ in tempi di vacche magre