(25 luglio 2010)
Quand’ero ragazzo nella mia Trieste avevamo aggiunto ai 10 Comandamenti classici un undicesimo che suonava: non prendere e non farsi mai “prendere in giro” (traduzione meno volgare della versione più abituale). Mi sono ricordato di questo undicesimo Comandamento leggendo della formalizzazione di una struttura complessa di day hospital medico a Merano che si occuperà “anche” di oncoematologia. Ribadisco ancora una volta che ritengo che la Sanità altoatesina/sudtirolese nel suo complesso funzioni discretamente bene (e meglio comunque che in parecchie altre realtà nazionali), ma mi sembrano tuttavia opportune alcune riflessioni. La Sanità costa e va rinnovata e rinnovare qualcosa scontenta inevitabilmente qualcuno, ciò che è accettabile solo se la comunità nel suo complesso ne trae vantaggio. Sembrava che negli ultimi tempi tirasse davvero un aria nuova tra i gestori politici della sanità e i protagonisti diretti di questa, dopo che la Commissione per il riordino clinico aveva approvato un documento all’unanimità sulle cose da fare per razionalizzare l’organizzazione con sfruttamento al meglio delle risorse, che non cresceranno certamente negli anni futuri. Il parere della Commissione è di carattere consultivo ma stavolta sembrava proprio che la Politica ne avrebbe tenuto conto nonostante le prevedibili resistenze, preconizzate anche da chi scrive. In commissione si sono tracciate delle linee di indirizzo generale e non si è parlato specificamente di nessuna situazione particolare, ma ciò che sta per avvenire a Merano lascia perplessi. Di fatto, sta per essere creata un “unità complessa”, che significa concretamente Primariato, di oncoematologia funzionante come day ospital. Ma a Bolzano abbiamo già un eccellente reparto di oncoematologia, previsto per un bacino di utenza di circa 1 milione di persone, tanto che Trento ha attivato solo un unità semplice per questo ambito medico che afferisce al Primario internista. Per facilitare i pazienti della zona non sarebbe più ragionevole e funzionale istituire un day hospital come struttura semplice all’interno del Dipartimento di medicina in grado di gestire varie problematiche, incluse quelle oncoematologiche, coordinato e collegato anche in rete con i rispettivi centri di riferimento? In questa direzione si era pronunciato all’unanimità il gruppo di riordino clinico, ma la scelta attuale sembra non ricordarsene proprio. Non esistono precedenti di day hospital strutturati in modo primariale. Senza andar lontani c’è un day hospital presso la Geriatria di Merano e nessuno si sognerebbe di creare un unità complessa al riguardo. Questa iniziativa sembra dunque andare non solo contro gli indirizzi generali della Commissione di riordino (evitare i doppioni), ma pure contro il parere specifico dell’Ordine dei Medici che all’unanimità (17 i membri) ha dato parere negativo al riguardo e contro il parere delle associazioni dei Primari e degli Assistenti ospedalieri. Pare davvero che il progetto “Azienda unica” faccia fatica a decollare e che qualche Amministrazione segua ancora strategie troppo “egocentriche”. Si era ipotizzata una stretta collaborazione tra i sanitari e i gestori politici della Sanità, nonostante la diversità dei ruoli (il primato deve essere della politica ma questa deve essere “buona”), ma non mi sembra che quest’ultima iniziativa vada nella stessa direzione. Viene insomma il giustificato sospetto che si dica di voler individuare una soluzione razionale per la riorganizzazione della Sanità che tenga conto di varie esigenze (dei medici, dei cittadini, dei politici e dei soldi disponibili), ma che nei fatti si prendano solamente decisioni…già prese. Questo ha tutta l’aria di essere una palese inosservanza dell’undicesimo comandamento. Si farà un concorso per primario di questa unità complessa? Si farà, ma sarà di nuovo un peccare per l’undicesimo, perché il vincitore c’è già (niente di personale, probabilmente il candidato è anche il migliore, ma lo si dovrebbe stabilire a posteriori, non a priori) . D’altronde perché stupirsi? C’è un Servizio di medicina complementare già caduto in dimenticatoio, per la direzione del quale non mi risulta sia stato bandito alcun concorso e che dimostra una volta di più come spesso le decisioni sono solamente politiche e non “anche” politiche, volte cioè a interessi più generali. Anche per questo Servizio la posizione contraria dell’Ordine e quella dei medici sul territorio sono state completamente disattese. Sono convinto che le mie osservazioni siano assolutamente ininfluenti, ma almeno mi consentono di rispettare il comandamento numero 11 aggiunto dai ragazzacci triestini.
Titolo originale. Oncoematologia a Merano