Mal di mare, mal d’auto, mal d’aereo sono chiamati dai medici “chinetosi”. E’ stato Ippocrate a descrivere per primo la nausea da mal di mare, non esistendo ovviamente ai suoi tempi mezzi di trasporto diversi dalle imbarcazioni (il termine nausea deriva infatti dal greco “naus” che significa natante). La nausea può essere indotta con mezzi adeguati in ogni persona, ma è anormale che ciò avvenga nel corso di un viaggio che nella maggioranza non provoca disturbo alcuno. La percentuale di soggetti che ne soffrono è alquanto variabile (tra l’1 e il 20%) e molto dipende pure dalla frequenza con cui essi si mettono in viaggio. E’infatti dimostrato che i disturbi si attenuano col perdurare o con il ripetersi della sollecitazione motoria che li ha scatenati. Dimostrativa l’esperienza condotta su apprendisti piloti di aereo sottoposti a volo simulato: durante il primo volo la nausea era lamentata dal 47% di essi, contro solo il 24% registrabile all’ultima simulazione. Pur essendo la nausea un disturbo considerato “digestivo”, nel caso della chinetosi la digestione non c’entra assolutamente nulla e protagonista è il nostro cervello. Quando il corpo è di per sé fermo, ma si sposta egualmente perché trasportato da un mezzo, il movimento viene percepito dal cervello principalmente grazie a informazioni che gli arrivano dall’organo dell’equilibrio situato nel nostro orecchio interno (coclea e labirinto), da quanto avvertono gli occhi e da recettori muscolari sensibili agli spostamenti, il tutto modulato dal cervelletto, organo essenziale per la coordinazione dei movimenti. Quando le informazioni sono “coerenti”, come avviene nel soggetto che si muove sulle proprie gambe, il cervello è capace di stimare accuratamente il movimento in atto (quello della testa in particolare). Nei soggetti che si muovono passivamente, se soffrono di chinetosi, le informazioni arrivano conflittuali e con il coinvolgimento dei due centri del vomito sono causa di nausea e di conati. La chinetosi è in sé disturbo banale tranne che per le persone che per mestiere devono viaggiare in continuazione. Fortunatamente, per una serie di ragioni, chi guida (in particolare l’auto) è meno disturbato dei passeggeri, specie se essi commettono l’errore di leggere il giornale o un libro durante il viaggio. La scopolamina, anche in cerotti transdermici, è il farmaco più efficace nella prevenzione, ma non nella cura delle chinetosi. Esistono altri farmaci (antistaminici, sedativi, antiemicranici) caratterizzati però da efficacia controversa e da effetti collaterali. Qualcuno suggerisce l’utilità dello zenzero, dell’agopuntura, della gomma americana e del braccialetto magnetico, ma manca per tutti questi trattamenti una evidenza accettabile (e poi…non li cita neanche Ippocrate!).