TRA TANTUM ROSA E TANTUM VERDE: QUANDO UN MEDICINALE NON SI SA DA CHE PARTE PRENDERLO(19/10/2010)
Ott 21TRA TANTUM ROSA E TANTUM VERDE: QUANDO UN MEDICINALE NON SI SA DA CHE PARTE PRENDERLO(19/10/2010)
Una inchiesta di anni fa negli USA rivelava che all’uscita da uno studio medico molti pazienti ignorano un sacco di cose: nome del medicinale, il perché della assunzione, gli effetti collaterali e il 27% (sic!) persino la via di somministrazione del farmaco. Se questa confusione si registra dopo una visita medica, ci si può chiedere in che misura ciò possa accadere in caso di autoprescrizione. La risposta ce la dà la rivista “Dialogo sui Farmaci” (4/2010), segnalando un “qui pro quo” per fortuna più dimostrativo che pericoloso. Tra dicembre 2009 e gennaio 2010 al Centro Antiveleni di Milano e Pavia sono infatti pervenute 46 segnalazioni di assunzione impropria per via orale della soluzione Tantum Rosa, un antinfiammatorio a base di benzidamina commercializzato per lavaggi vulvovaginali. I pochi casi di intossicazione registrati prima della pubblicità sui media (0,5 al mese), dopo la campagna promozionale sono diventati 13 casi al mese, quasi trenta volte di più. “Dialogo”, che ne dà circostanziata notizia (per altro già rimbalzata a luglio su quotidiani nazionali), sottolinea come questo maggior ricorso al Centro Antiveleni sia coinciso con il passaggio del Tantum Rosa a prodotto da banco che pertanto, senza violazione di legge, può essere oggetto di pubblicità sui media. E’ proprio questa pubblicità che ha confuso le idee di non poche consumatrici, le quali hanno scambiato il Tantum Rosa per uso vaginale (bustine) con il Tantum Verde commercializzato dalla stessa azienda come colluttorio (oltre che in pastiglie e spray) per l’igiene della bocca. Il Tantum vaginale assunto per bocca ha causato fastidi per fortuna non gravi quali nausea, vomito, diarrea e più raramente vertigini e allucinazioni, effetti collaterali per lo più fugaci e regredibili cessando l’assunzione orale. Tuttavia, quanto è successo dimostra una volta di più come l’informazione del paziente non deve essere approssimata e frettolosa e ciò è tanto più necessario quanto più l’informazione non proviene dal proprio medico di famiglia ma è attuata indirettamente attraverso i mezzi di comunicazione. Su questa questione già ci siamo soffermati altre volte, e continueremo a farlo nell’interesse dei cittadini, perché l’errore legato alla disinformazione e alla pubblicità poco regolamentata o poco precisa (come nel caso del Tantum) o persino tendenziosa (come in altri casi recenti e sanzionati) può portare a conseguenze gravi e a volte drammatiche. Per quanto riguarda il Tantum Rosa, la stessa azienda produttrice, preso atto della confusione, ha ritenuto di arginare il fenomeno precisando nel nuovo spot pubblicitario che le bustine sono un prodotto “soltanto per uso esterno”, e le intossicazioni risultano già rientrate nella norma.