Il giudizio sul Day Hospital (DH), richiestomi dalla lettrice G.B., è complessivamente positivo con alcune precisazioni. Nel comune ricovero il paziente vive per giorni in un ambiente estraneo, dove cibo e orari non sono i “suoi”, in una stanza che limita la sua intimità e dove pure il gabinetto (se c’è) va condiviso con estranei, disagi che sono quasi azzerati dal DH. C’è inoltre un evidente risparmio sociosanitario, dato che il costo di una giornata di degenza è oggi molto elevato. Da qui la tendenza a ricorrere al “DH in senso stretto” (il paziente ritorna a casa lo stesso giorno) o al cosiddetto “DH +1” (il paziente è dimesso la mattina dopo). I principali obiettivi del DH sono: 1) l’attuazione in giornata di un “check-up” ampio (esami del sangue, radiografie, endoscopie, ecografie); 2) l’attuazione di interventi chirurgici “minori”, spesso non richiedenti l’anestesia generale, specie in ambito ortopedico, oculistico, gastroenterologico, ginecologico, dermatologico. Grazie al DH si riducono inoltre le infezioni ospedaliere, problema sottostimato dalla popolazione ma non trascurabile per i medici. Questi vantaggi richiedono tuttavia due precisi requisiti: la certezza che l’atto previsto nel corso del DH sia realmente la soluzione ottimale e non comporti rischi aggiuntivi per il paziente e, secondo, che il DH non causi incresciosi e costosi disagi organizzativi per il malato e gli accompagnatori. Queste “sine qua non” acquistano particolare peso quando il DH riguarda anziani che vivono soli. Infatti, l’anziano “single” candidato ad un intervento in DH è convocato molto presto al mattino e, se abita lontano dall’Ospedale dove verrà operato, ha due alternative: farsi una levataccia e farla fare all’accompagnatore (in possesso di automobile) necessario per il rientro o prenotare una o due stanze in un hotel vicino all’ospedale con relativa spesa. Spesso si esige poi che il paziente si presenti anche il giorno prima dell’intervento per effettuare degli esami preliminari (includenti test di coagulazione, visita anestesiologica, ECG, ecc), per cui lo stesso problema organizzativo grava per due giorni di seguito. Per gli anziani soli, pertanto, qualche giorno in più di degenza sarebbe forse la soluzione migliore. Infine, i pazienti sono convocati tutti alle 8 o prima ma poi possono passare molte ore prima di venire operati, problema non da poco specie per un anziano specie se le sale d’attesa sono scomode e affollate. Corrette queste eventuali inadeguatezze (responsabilità amministrative e non dei medici), il DH va giudicato un indubbio progresso. La funzione primaria dell’ospedale non è infatti quella di costituire un “parcheggio” di pazienti, ma un luogo dove si cura col massimo dell’efficienza ed il minimo della spesa.