Nell’articolo “American Roulette-Contaminated dietary supplements” (supplementi contaminati in USA: una roulette), pubblicato su una prestigiosa rivista internazionale, si narra di un poliziotto obeso licenziato in tronco per aver assunto un preparato dimagrante. Il preparato importato dal Brasile che avrebbe dovuto contenere vitamina E, centella, senna, cascara e altri ingredienti “naturali” conteneva anche anfetamine, il cui riscontro nelle sue urine aveva motivato il licenziamento. Il poliziotto, ora disoccupato, come milioni di americani non sapeva che i supplementi con sostanze illecite sono un rischio crescente. Nel 2009 La Food and Drug Administration (FDA) ha segnalato che 140 “supplementi” contenenti composti illeciti non dichiarati sono solo una quota dei prodotti contaminati. Ciò dipende da norme molto permissive e dagli scarsi fondi di cui la FDA dispone per i controlli, per cui è facile per aziende senza scrupoli introdurre prodotti potenzialmente pericolosi senza il pericolo di essere sanzionate. In teoria, è previsto che i produttori segnalino eventuali effetti collaterali dei supplementi venduti, ma la FDA stima che delle 50.000 reazioni avverse all’anno la gran parte non venga denunciata. Le dimensioni del rischio sono notevoli perché più della metà degli adulti negli USA consuma “supplementi dietetici”, etichetta vaga includente composti erboristici, vitamine, minerali, aminoacidi, estratti tessutali e, appunto, agenti non consentiti dalla legge. Fino al 1994 i produttori dovevano dimostrare l’innocuità dei “supplementi” prima di commercializzarli, ma grazie ad una norma di quell’anno ciò non occorre più e si dà per scontato che essi siano sicuri. Ne consegue che il medico, il farmacista e il paziente ritengono che tali prodotti in libera vendita siano stati sottoposti a controlli dalla FDA che di fatto non vengono attuati perché non imposti per legge. I preparati truffaldini sono offerti principalmente per calare di peso, aumentare la potenza sessuale, garantire ottimali performance atletiche, ma anche per curare il diabete, l’ipercolesterolemia, l’insonnia. Un primo esempio citato nell’articolo, è quello di un supplemento contenente “sibutramina” (dimagrante non dichiarato) in concentrazione 3 volte superiore a quella massima indicata per il farmaco regolare (tra l’altro appena ritirato). Secondo esempio: 26 supplementi “naturali” venduti per incentivare la potenza sessuale contenevano un composto simil-viagra, mai sperimentato nell’uomo (sic!). Questi prodotti sono acquistabili nei supermarket, in rete e nelle farmacie, ed è soprattutto la vendita in queste che dà ai preparati una patente di sicurezza che invece manca, e il farmacista stesso è spesso all’oscuro di questo fenomeno.