SONO MEDICINE ILLUSORIE (27aprile 2010)
Lunedì 26 aprile, l’ Azienda Sanitaria della Provincia esalta in bella evidenza sul nostro quotidiano l’utilità del Servizio di Medicina Alternativa di Merano. Cioè afferma già “a priori” l’utilità di pratiche alternative nella cura dei tumori, segnalando nel contempo di collaborare con l’Università di Berlino per valutare “a posteriori” se questa utilità si confermerà o meno. Ma allora, se l’utilità è già decisa a priori (come di fatto è), perché spendere tempo, denaro e uomini per dimostrarla coinvolgendo i biostatistici di Berlino? Se invece è necessario coinvolgerli per capire e valutarne l’efficacia, allora come si può già ora sostenerne l’utilità. Se si nominasse un gruppo di studio per verificare se la terra gira davvero intorno al sole, tutti la riterrebbero un’iniziativa costosa e soprattutto assurda, perché le prove in questo senso già esistono da tempo. Vero è che da anni si sa che le prove d’efficacia delle medicine complementari- alternative sono deludenti e inattendibili, come attestato dalle Associazioni mediche di molti Paesi, in primis Stati Uniti e Inghilterra. Pensare di investire ancora per verificare/dimostrare una cosa… già dimostrata/verificata lascia veramente perplessi. E’ del 22 febbraio 2010, come ho già riferito su questo giornale, la ennesima presa di posizione del Comitato Parlamentare di Scienza e Tecnologia attivato ad hoc dal Parlamento inglese (sul web si trova tutto) che conclude alla lettera: ”L’agenzia regolatoria dei medicinali e dei prodotti della salute non dovrebbe permettere che i preparati omeopatici in commercio vantino benefici clinici in assenza di prove di efficacia. Poiché i preparati omeopatici non sono medicine, essi non dovrebbero più a lungo essere autorizzati dall’Agenzia” . Il Comitato di cui sopra aggiunge ancora: “Mentre da un lato il governo riconosce che non c’è evidenza che l’effetto dell’omeopatia sia superiore a quello di un placebo, dall’altro non intende comunque cambiare o rivedere la propria politica riguardante i fondi del Servizio Nazionale riservati ai preparati omeopatici”. Sempre lo stesso Comitato trova infine che non sono assolutamente giustificati ulteriori studi e sperimentazioni per dimostrare l’efficacia dell’omeopatia e lamenta che i politici, invece che basarsi su criteri validati internazionalmente, badino solamente a ingraziarsi una minoranza della popolazione che è fatta soprattutto di… elettori. A leggere queste righe e pensando all’esperienza pilota (sic!) di Merano si ha l’impressione che l’Inghilterra sia situata non oltremanica ma nella costellazione di Andromeda. Colpiscono poi altre cosettine passate quasi inosservate tra la gente. Intanto, il dirigente del Servizio Dr. Thuile, è di nomina esclusivamente politico-amministrativa e senza concorso alcuno. In secondo luogo, l’attivazione del Servizio di Medicina Complementare-Alternativa di Merano è stato disapprovata dall’Ordine dei Medici, dal 80% dei medici intervistati di lingua sia italiana che tedesca e dall’Associazione Nazionale degli Oncologi Ospedalieri che si è riunita proprio a Bolzano mesi fa. Il Dr. Thuile, nella pagina a cura della ASL, oltre a prevedere l’esito della sperimentazione in fieri, fa delle affermazioni stupefacenti per la loro ovvietà come quella che il paziente neoplastico o con patologia importante vada aiutato per ”..migliorare la qualità della vita del paziente oncologico e ad incrementare la capacità di accettazione della cura tradizionale, in modo tale che sopporti meglio gli effetti collaterali indesiderati; il tutto a vantaggio della bontà del risultato.” Ma chi mai può osteggiare questo tipo di medicina “umana” centrata sull’individuo sofferente? Siamo convinti che gli ottimi e umanissimi oncologi del reparto ospedaliero di Bolzano non si preoccupino degli effetti collaterali dei pazienti che curano? I medici che non si occupino della realtà complessa del malato e che non si preoccupano della qualità della sua vita sono pessimi medici, quale che sia la pratica medica adottata. A meno che non si voglia suggerire che i colleghi sul territorio o in ospedale che non praticano le complementari-alternative sono inumani o quanto meno incongrui e gli alternativi dei santi. Questo sarebbe veramente offensivo per tutti i colleghi, i quali in effetti a voce, anche con chi scrive, si dicono indignati. Tuttavia, pochi protestano pubblicamente (e questa è un “mea culpa” che dovrebbero farsi), anche se con l’attenuante che essi sanno di contare poco e che le decisioni sono solo politiche e non mediche. Al Dr. Thuile e ai suoi 8 collaboratori si dà uno spazio anche radiofonico che altri specialisti sul territorio o in ospedale si sognano. La guarigione di una leucemia fulminante in ematologia o l’asportazione di un tumore cerebrale in un bambino di due anni che lo farà crescere normale, la guarigione chirurgica o radioterapica di un cancro prostatico, ha meno riconoscimenti aziendali di una cefalea che passa dopo (mediante?) agopuntura. E’ un peccato questo procedere acritico o quanto meno disinformato, perché come altre volte ho avuto modo di riconoscere pubblicamente, e, giorni fa direttamente al Dr. Zerzer, il nostro Assessorato ha secondo me parecchi fiori all’occhiello che ne dimostrano sensibilità ed efficienza. Basti ricordare la costante campagna a favore delle vaccinazioni per la prevenzione di importanti malattie infantili (vaccinazioni fortemente osteggiate “per principio” dagli omeopati e da altri terapeuti alternativi) e la realizzazione della Biblioteca Medica Virtuale (BMV) che consente ai medici della nostra Provincia di consultare le più importanti riviste mediche del mondo, di apprendere e aderire quando possibile alla “evidence based medicine” (EBM), cioè alla medicina basata sulle prove. E’ tuttavia stupefacente che uno spazio così ampio lo si conceda contemporaneamente anche dalla stessa BMV alle medicine che sono l’opposto della medicina basata sulle prove, quella alternativa. Come dire che si può essere contemporaneamente vergini e anche generose erogatrici di piacere. Infine, un commento sull’aggiunta dell’aggettivo “complementari” o, come qualche manager ha chiamato, “supplementari” a quello di “alternative”. Questo per giustificare un’armoniosa collaborazione tra omeopatia e allopatia. Qui la poca cultura specifica ha indotto in errore questi perfezionisti lessicali. Dare “qualcosa in più” oltre alle medicine convenzionali, fosse gratificante anche sotto il solo profilo psicologico, è un intento da sottoscrivere ed è una pratica doverosa, normalmente prevista e adottata dalla buona medicina convenzionale, ma la commistione delle due “filosofie” è un’altra cosa. Omeopatia e allopatia non possono coesistere concettualmente, e i loro presupposti sono così diversi che lo stesso suo fondatore Hahnemann afferma “che le due medicine sono così contrarie che solo chi non lo sa può illudersi che si possano abbinare e persino si può arrivare alla ridicolaggine di curare il malato a suo piacere, ora allopaticamente ora omeopaticamente. Questo costituisce un tradimento delittuoso della divina omeopatia.” No comment., con la certezza che la sordità più grave è quella di chi non vuole sentire.
Titolo originale. Azienda sanitaria e perplessita’ inevitabili.