L’ANTISCIENZA: IL MALE DEL NOSTRO SECOLO (24/3/08)
Una spinta antiscientifica è da tempo affiorata paradossalmente negli Stati Uniti, dove la ricerca è al top, ma dove negli ultimi anni si è pure registrato un fiorire di sette pseudoreligiose più o meno sataniche. Mentre l’atteggiamento nei confronti delle sette, tranne che per gli adepti, suscita sdegno ed esecrazione, un crescente atteggiamento antiscientifico si diffonde senza suscitare indignazione grazie a messaggi mediatici irresponsabili. Anche da noi, per esempio, si è di recente aggredita la teoria dell’evoluzione e in modo così superficiale da costringere monsignor Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, a dichiarare che non c’è invece incompatibilità a priori tra Darwin e il messaggio biblico. Eloquenti pure i freni che la ricerca incontra negli studi sulle cellule staminali embrionali e la diagnosi preimpianto, con la possibilità tra l’altro che più di 30.000 embrioni congelati già esistenti vengano soppressi invece che studiati a futuro beneficio di malati gravi. Del crescendo antiscientifico, e non solo in medicina dove le pseudocure alternative pretendono di legittimarsi, si occupa il libro “I nemici della scienza” (sottotitolo “Integralismi filosofici, religiosi e ambientalisti”) appena uscito per Dedalo Editore con prefazione di Umberto Veronesi. L’autore, Silvano Fuso, dottore di ricerca in scienze chimiche, non è nuovo nella produzione di testi divulgativi sempre attenti da un lato ai progressi responsabili della vera scienza e, dall’altro, ai freni ideologici o alle bufale sfacciate delle tante pseudoscienze. Il diffondersi di un atteggiamento di diffidenza antiscientifica comporta che le materie scientifiche sono scelte sempre meno dagli studenti che accedono all’Università e che, in generale, la curiosità verso gli affascinanti misteri della scienza, così spontanea nei giovani, diventa sempre più opaca. “I nemici della scienza” vengono analizzati dall’Autore in 5 capitoli ricchi di dati e riflessioni cui si può solo accennare. Nel capitolo sull’antiscienza filosofica sono discusse, ad esempio, le posizioni al riguardo di Croce, Gentile, Marx. Il capitolo sull’antiscienza religiosa (di varie confessioni, Islam compreso) tratta dei rapporti tra fede e evoluzionismo, terapia del dolore, cellule staminali, clonazione, trapianti, testamento biologico, eutanasia. Il capitolo sull’antiscienza degli ambientalisti più radicali analizza invece, tra le altre, le problematiche relative a principio di precauzione, elettrosmog, organismi geneticamente modificati, centrali nucleari. L’antiscienza nella scuola e nella società, infine, è il tema dell’ultimo capitolo nel quale uno spazio molto puntuale è dedicato alla ricerca scientifica in Italia. Fuso sottolinea opportunamente anche i rischi di una eccessiva spettacolarizzazione della scienza, i pericoli di una scienza che si ritenesse onnipotente o fosse motivata da interessi (non impossibili) invece che da obiettivi di conoscenza. Tuttavia, pur con questa attenzione, solo la conoscenza e non l’attacco alla Scienza rimane la strada maestra per l’Autore, una conclusione tutt’altro che “romantica”, in esplicita sintonia con un recente Editoriale di Enrico Bellone su “Le Scienze” che recita: “La ricchezza di una nazione e il benessere dei suoi cittadini dipendono, nei paesi moderni, dalla capacità di potenziare la libera ricerca fondamentale.” Sottoscrivo pienamente, segnalando pure (ahimé) che in un Editoriale di novembre 2008 sulla rivista Nature si rileva come manchi in l’Italia una “mano forte, consapevole e intelligente” atta a riformare meritocraticamente le nostre Università che sono ovviamente una delle condizioni base perché la ricerca scientifica sia attuata e attiri i nostri giovani, a vantaggio dell’intera nazione. E pensare che lo scrittore Fontanelle già nel 1699 scriveva:”Di solito si dichiarano inutili le cose che non si capiscono.” Decida il lettore chi, nel 2009, lo dovrebbe capire.
Titolo originale. Nemici della scienza al microscopio.