Più di un anno fa l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) hanno reso noti i risultati di uno studio circa gli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute dell’uomo e sul costo di questi effetti. C’è chi senza dati concreti drammatizza a priori i danni dell’inquinamento e chi altrettanto prevenuto li sdrammatizza, ma il rapporto di OMS e OCSE riportato dai media merita indubbiamente attenzione se è vero che ogni anno ci sono nel mondo 7 milioni di decessi “prematuri” (cioè provocati dall’inquinamento) e 600 mila quelli registrati in Europa. In Italia i morti prematuri nel 2010 sono stati 32.447 e si è calcolato che il costo relativo è di circa 97 miliardi di dollari/anno, pari al 4,7% del PIL. Dato modestamente consolatorio è che il trend sembra in lieve calo: nel 2005 i morti prematuri erano infatti 34.511 e la quota di PIL era del 5,7%. Al costo delle morti va ovviamente aggiunto quello delle patologie inquinamento-indotte, in primis malattie respiratorie, cardiache e ictus. Il documento OMS/OCSE rimarca che il costo economico complessivo delle conseguenze da inquinamento dell’aria (la cui principale voce sembra essere il trasporto delle merci nei centri urbani), “corrisponde all’importo che gli Stati sono disposti a pagare per evitare con interventi significativi sia le morti che le patologie attraverso interventi necessari.” L’OMS fornisce pure una tabella dettagliata che riporta i costi 2010 dell’inquinamento in milioni di dollari in 53 Stati, e la quota relativa del PIL di non semplice lettura. Tale quota potrebbe infatti correlare non con l’entità dei fondi oggettivamente necessari, ma con quanto sono disposti i singoli Paesi a pagare per i danni dell’inquinamento. Ad esempio, per l’Ucraina che registra la più alta quota del PIL (26,7%), il costo dei decessi è 94.201miliardi di dollari, simile a quello dell’Italia, dove per altro la quota di PIL è del 4,7%. Secondo l’OMS i governi hanno elementi sufficienti a capire che intervenendo su questo problema si potrebbe risparmiare un’enormità di denaro. Se pensiamo che la cifra necessaria a risarcire i pensionati che si son visti decurtare di fatto l’aggiornamento di quanto loro dovuto è “soltanto” di 7,5 milioni di euro, possiamo capire quanto sarebbe importante per il Paese risparmiare sui costi provocati dall’inquinamento che sono 6-7 volte maggiori. Secondo il Ministro per l’ambiente israeliano (e si dice che gli ebrei sappiano far di conto molto bene!), utilizzando tutte le risorse disponibili per ridurre l’inquinamento “si risparmierebbero sia la vita di migliaia di persone, sia miliardi per la spesa sanitaria.” La miopia di chi non vede questa necessità, e Trump ne è un esempio, può costare molto cara. Qualcuno aiuti lo scriba a essere ottimista