Un collega laureato da poco mi chiede se posso spiegargli cos’è il Rasoio di Occam citato non di rado nei testi di medicina. Il Rasoio di Occam è un principio formulato nel XIV secolo da Guglielmo di Occam, un francescano inglese (William of Ockham). Originariamente il principio riguardava più filosofia e religione (esistenza di Dio inclusa) che medicina e scienza. Per Occam, quando si cerca di spiegare un qualsiasi fenomeno conviene “tagliare con il rasoio” le ipotesi più complicate. Preferire la spiegazione più semplice non significa optare per quella più ingenua, ma per quella più immediata che però risulti ragionevole. Insomma, quando le ipotesi formulate sono sufficienti a spiegare un problema non si devono cercare altre che complicherebbero soltanto l’interpretazione senza vantaggio alcuno. In “Recenti Progressi in Medicina” i dottori Ugo e Andrea Aparo (IRCCS e, rispettivamente, Università La Sapienza di Roma) sottolineano anch’essi che il rasoio di Occam ”impone di evitare ipotesi aggiuntive, allorché quelle iniziali siano sufficienti. Se una teoria funziona, perché aggiungere nuove ipotesi?” In medicina, il rasoio di Occam ha una valenza peculiare e viene spesso applicato quasi istintivamente anche da chi ignora l’esistenza di Occam e del suo rasoio. Esempio banale può essere una diarrea acuta con dolori di pancia in un soggetto che ha mangiato cibo sospetto: l’ipotesi che il disturbo sia dovuto ad una tossinfezione alimentare (specie in presenza di altri casi simili) è un ipotesi vincente, senza pensare a malattie gravi e rare come il morbo di Crohn o un amebiasi, parassitosi inesistente in quella zona. Se in un soggetto si rileva un aumento della glicemia e della emoglobina glicata, l’ipotesi di diabete mellito è sufficiente a spiegare ragionevolmente questi referti senza che sia il caso di approfondire la situazione pancreatica con esami invasivi. Del resto, la complessità non ha necessariamente vantaggi sulla semplicità, come dimostra la storia della volpe del riccio, raccontata ad hoc dal filosofo britannico I. Berlin: la prima agile, furba, intelligente, il riccio pigro, limitato, vulnerabile. Ma la essenzialità dell’istintivo autoraggomitolamento difensivo del riccio risulta vincente sull’aggressività sofisticata della volpe. In medicina, conviene dunque sapersi fermare quando la spiegazione più lineare di un sintomo o di una malattia è sufficiente. Ovviamente, se mancano spiegazioni semplici, è chiaro che vanno percorse strade più complesse. In tal caso, la conclusione sembrerà magari semplicissima, ma solo alla fine, frutto di ragionamenti lunghi e complicati. Un esempio? La formuletta di Einstein E=mc2 (Energia=massa x velocità della luce al quadrato): una equazione di semplicità solo apparente (a posteriori!) che ha rivoluzionato il mondo.