Le nanoparticelle (NP) destano un giustificato interesse scientifico e soprattutto alimentano delle speranze nella battaglia contro i tumori. Le NP sono così chiamate per la dimensione estremamente esigua che le caratterizza misurabile in nanometri (il nanometro è un miliardesimo di metro). Tale piccolezza, fatta eccezione per gli scienziati, è difficilmente immaginabile da noi comuni mortali, abituati come siamo a dimensioni ben diverse (lo spessore di un capello, per dare un’idea, corrisponderebbe a 500 nm allineati). Ebbene, questi aggregati, proprio per le loro dimensioni comparabili a quelle dei virus, possono penetrare agevolmente nelle cellule, ciò che ha suggerito un logica applicazione in medicina sia per facilitare una diagnosi precoce che per attuare una terapia mirata. Un grosso progresso specie in oncologia lo si deve alle tecniche di imaging (TAC, RM e PET), che pero rivelano un tumore solo se sufficientemente grande (millimetri) da essere scansionabile. Sfruttando le NP, invece, come segnala K. Harmon su “Le Scienze” si potrebbe individuare un singola cellula tumorale in un campione di 10 milioni di cellule. Nel cancro della mammella, altro esempio, utilizzando le NP si possono rilevare formazioni tumorali 100 volte più piccole di quelle identificabili con una mammografia. Le NP sono poi in grado di svelare la patologica crescita vascolare in un tessuto, un momento cruciale per lo sviluppo di un qualsiasi tumore, crescita che non si osserva invece in un tessuto sano. Interessante al riguardo la sperimentazione del Dr. Gambhir, professore di radiologia diagnostica della Standforf University, che ha utilizzato NP d’oro e silice addizionate con molecole speciali luminescenti: quando le NP penetrano in tumori anche microscopici del grosso intestino invisibili ad una normale colonscopia, i minerali da esse trasportati emettono una luce percepibile con un endoscopio speciale. La capacità di penetrazione nelle cellule delle NP viene ovviamente sfruttata anche per fare arrivare nel tessuto tumorale farmaci anticancro. E sarà così possibile monitorare la crescita del tumore e l’efficacia della terapia oncologica messa in atto. La speranza per diagnosi sempre più precoci e terapie sempre più mirate è dunque giustificata, ma vanno tuttavia evitati gli entusiasmi troppo facili e troppo prematuri. Poco ad esempio si sa fino ad oggi dei possibili rischi legati all’uso delle NP e, inoltre, anche i bersagli precisi da colpire per le singole neoplasie non sono ancora chiaramente identificati, così come sub sudice sono le fasi in cui conviene intervenire. Attenzione dunque perché il marketing si muove più velocemente dei controlli: è previsto che il mercato globale della nanomedicina sarà entro il 2016 di ben 130 miliardi (130 seguito da 9 zeri!) di dollari.