La fibrillazione atriale (FA) è l’aritmia più frequente specie nei soggetti anziani (fino al 6% negli ottuagenari).Il disordine elettrico si associa (correla?) frequentemente con una fibrosi della muscolatura atriale. Tale fibrosi, oltre che aumentare con l’età, è favorita da altra eventuale concomitante patologia cardiaca. Recente attenzione è stata data a fattori noti ai cardiologi, ma meno presenti ai malati di FA, che meritano di essere ricordati. Il primo riguarda la possibilità che la FA sia causata o favorita da alcuni farmaci di uso comune, ciò che interessa di più l’anziano spesso trattato con più di un medicamento. Alcuni medicinali sono direttamente cardiotossici, altri possono interferire con le proprietà elettriche della muscolatura dell’atrio. Tra i farmaci oggetto di considerazione i primi in lista sono gli anti-infiammatori non-steroidei (FANS), dato il frequente coesistere in età avanzata di patologia reumatica e osteoarticolare (specie negli sportivi). Un possibile quesito è se basta un’infiammazione muscolo-scheletrica a favorire l’aritmia o se invece la FA è indotta unicamente dai FANS assunti per curarla, ipotesi questa supportata da recenti osservazioni e pure dal fatto che il rischio di FA risulta dose-dipendente, cioè è maggiore alle dosi più alte e ridotto/risolto con la sospensione dell’anti-infiammatorio. Inoltre i FANS, compresi quelli noti come anti-COX-2, riducono il livello circolante della prostaciclina , potente antiaggregante delle piastrine: ne deriva un maggior rischio di trombosi coronarica e quindi di infarto miocardico, a sua volta causa potenziale di insufficienza cardiaca e di FA. Un discorso molto simile va fatto per gli anti-infiammatori steroidei, cioè per i cortisonici. L’associazione steroidi/FA è stata confermata in particolare da due studi (Rotterdam e GPRD) dai quali si evince che il tasso di incidenza di FA in soggetti assumenti cronicamente steroidi è aumentato quasi quattro volte rispetto ai controlli (pazienti non trattati con steroidi). All’attenzione è infine la possibilità che la FA sia causata dal reflusso acido gastro-esofageo (RGE). Tra l’altro un RGE, con o senza esofagite, non di rado è esso pure favorito dall’assunzione di FANS. La questione, sostanzialmente irrisolta, non è nuova (nella fumosa trattatistica classica si ipotizzava l’esistenza di una “sindrome gastro-cardiaca”, nelle due varietà dis-ritmizzante e coronarica). La FA da RGE conseguirebbe ad un riflesso vagale provocato dall’estensione extra-esofagea dell’esofagite. I consigli che si possono estrapolare da queste note è che nell’anziano, per non aumentare il rischio di FA, vanno prescritti solo anti-infiammatori assolutamente necessari e per il minor tempo possibile e che va comunque contrastato il RGE eventualmente presente.