“Pharmakon”, il termine greco da cui farmaco deriva, significa sia medicinale che veleno. Ma anche quando veleno non è, un farmaco non produce solo effetti terapeutici, come viene sancito dalla sentenza di un grande medico, W. Osler, che recita: “No drug has a single effect” (nessun farmaco svolge un unico effetto). Oltre all’azione curativa di un medicinale vanno dunque messi in conto probabili effetti collaterali, accettabili solo quando essi risultano molto meno importanti del sintomo/malattia che si vuole curare. Tali effetti collaterali nulla hanno a che vedere con il danno che deriva invece dall’assunzione inappropriata di farmaci (in primis per errori di dose e di tempi di somministrazione) che caratterizza specie gli anziani. Le conseguenze possono risultare così importanti da comportare il ricovero dei pazienti in reparti di rianimazione. I dati sulle dimensioni del fenomeno nei vari Paesi sono piuttosto carenti, ma un recente New England Journal of Medicine (NEJM) riporta una verifica attuata in 58 ospedali nordamericani, che probabilmente ha validità non solo negli USA e aiuta a capire la portata del fenomeno. Nell’arco di 3 anni si è trovato che gli anziani (over 65 e in buona parte ultraottantenni) ricoverati in rianimazione a causa di farmaci assunti impropriamente (e solo dopo trasferiti in reparti normali), hanno sfiorato le 100 mila unità. Questa quota costituisce di fatto l’1,5% dei 6,7 milioni di ricoveri/anno, il che significa in pratica 1 anziano spedalizzato per propri errori terapeutici ogni 67 ricoveri in reparti di emergenza. Lo studio ha inoltre sfatato l’opinione che i pericoli provengano soprattutto da farmaci pericolosi e poco maneggevoli. Infatti, la ospedalizzazione risulta provocata da farmaci di impiego piuttosto comune, quali l’anticoagulante coumadin (33,3%), l’antidiabetico insulina (13,9%), gli agenti antiaggreganti le piastrine(13,3%) e gli ipoglicemizzanti orali (10,7%). Al contrario, i farmaci intrinsecamente più pericolosi comportano un ricovero urgente solo per l’1,2% del totale. E’ inoltre verosimile che il numero di anziani spedalizzati per errori di assunzione di farmaci emerso dallo studio sia sottostimato, in quanto i registri dei reparti di emergenza non sempre sono precisi al riguardo e perché molti dei pazienti spedalizzati a causa di proprie “distrazioni” vanno a finire in reparti normali invece che in quelli di emergenza nei quali si è svolta l’indagine conoscitiva. Per ridurre i ricoveri urgenti di pazienti di età avanzata (e relative spese sociosanitarie!) causati da uso improprio di medicine, in particolare di anticoagulanti e antidiabetici, Il NEJM auspica che i trattamenti progettati per loro siano semplici ed essenziali. Auspicio che incontra non poche resistenze.