LA VITA E’ TUTTO UN RITMO CON UN OROLOGIO BIOLOGICO CHE GARANTISCE LA SALUTE (aprile 2010)
Tutti sanno che i fiori si schiudono quando c’è il sole e si richiudono di notte, mostrando di avere ritmi ben precisi. Ritmi simili sono tuttavia presenti anche nell’uomo, negli animali, in batteri e funghi e persino in organismi monocellulari. Nell’uomo, i ritmi registrabili nelle 24 ore (detti circadiani dal latino “circa dies”), fanno oscillare la produzione di ormoni, i battiti cardiaci, la pressione arteriosa, gli atti respiratori, la temperatura, la composizione del sangue, lo stato d’animo e la stessa efficienza atletica (che risulta ottimale nel tardo pomeriggio). Non è quindi strano che alla mattina (chi più e chi meno) si possa essere una persona in qualche modo diversa da quella che si è a tarda sera. Alcuni dati relativi ai parametri biochimici: nel pomeriggio la concentrazione plasmatica del cortisolo (ormone) e del ferro è la metà di quella del mattino. L’insulina e le proteine hanno concentrazione massima intorno alle ore 15, mentre l’azotemia è massima alle 9 della sera. Da quando l’uomo esiste è dunque operante un “orologio biologico” che garantisce al meglio la salute e la sopravvivenza. Di questo si occupa la cronobiologia, scienza di cui si tiene conto per la diagnostica (pure per questo, infatti, gli esami del sangue vanno fatti al mattino), ma che è ancora poco sfruttata in terapia. Ad esempio, due noti antitumorali come l’Adriamicina e il cis-Platino riducono i loro pesanti effetti collaterali se somministrati alle 6 del mattino o, rispettivamente, nel tardo pomeriggio. Questo orologio interno è opera di un gruppo di cellule nervose del nostro ipotalamo, sensibili dall’alternanza luce/buio (ma anche alla rotazione della terra e al campo magnetico). Il danno di tali cellule causa la perdita di un regolare ritmo sonno/veglia comportando un’alterata produzione di melatonina da parte della epifisi (ghiandola sensibile all’impulso messaggio luminoso proveniente dalla retina). Uno sconcerto di questo ritmo è in effetti presente in coloro che cambiano rapidamente fuso orario: il giorno (più luce) si allunga se si vola verso ovest e si raccorcia (più buio) andando verso est. Da qui l’impiego di melatonina nel “jet lag” di chi viaggia molto in aereo. Ma in piante, batteri e organismi unicellulari che il cervello non ce l’hanno? In essi Il bioritmo è regolato da geni che funzionano ciclicamente e che nelle cellule primordiali servivano forse a proteggere di giorno la replicazione del DNA dai raggi ultravioletti. Recenti ricerche ad Harvard (su di un alga) dimostrerebbero che il funzionamento dell’orologio biologico dipende principalmente da una proteina, la KaiC, il vero responsabile dell’espressione ciclica dei geni coinvolti nel fenomeno. Il genetista bolzanino Claudio Castellan sottolinea per altro opportunamente che ciò vale solo per i batteri e non per l’uomo.
Titolo originale. Cronobiologia: la vita e’ tutta un ritmo.