TUMORI: UMANITA’, NON SOLO FARMACI (26/5/09)
La comunicazione tra medico e paziente è importante motivo di conforto per i pazienti con malattie croniche, e specie per quelli affetti da tumore maligno, anche quando la terapia deve ormai limitarsi al controllo compassionevole della depressione e del dolore. La comunicazione è frutto non solo di parole, ma anche di gesti, di atmosfera, di partecipazione, di intesa. La qualità che contrassegna ciò che resta da vivere non di rado è più importante della “quantità”. Questo aspetto è presente individualmente in molti oncologi, ma riuscire a convertire la sensibilità individuale in una policy di gruppo rappresenterebbe un significativo salto di qualità, quale che sia la modalità con cui si pensa di integrare il conforto e l’assistenza verbali. L’idea di utilizzare vantaggiosamente il “linguaggio” della musica per rapportarsi meglio con i malati di tumore è nata in GianAndrea Lodovici , musicofilo e ben noto critico e produttore musicale, deceduto per cancro all’età di 47 anni all’ospedale di Carrara. Sua l’iniziativa di convincere musicisti di alto prestigio a tenere gratuitamente dei concerti nei diversi reparti di oncologia. L’idea ha subito trovato l’entusiastica adesione del primario oncologo di Carrara, Maurizio Cantore, e di quello dell’Oncologia di Bolzano, Claudio Graiff, già uniti da amicizia e collaborazione. Le buone intenzioni però non bastano. Bisognava intanto individuare e poi contattare (impresa non facile!) musicisti di alto spessore che, oltre ad essere bravi e noti, “sentissero” il valore morale di iniziative di questo genere e fossero pure disposti a concorrervi gratuitamente. Poi bisognava gestire tecnicamente il progetto, procurando tra l’altro anche la strumentazione adatta: sarebbe stato impensabile, per esempio, coinvolgere un grande pianista mettendogli a disposizione una pianola. Audaces fortuna iuvat: il dr. Roberto Frucht, dell’omonima ditta milanese di fabbricazione e commercializzazione di pianoforti, venuto a conoscenza dell’iniziativa, ha messo gratuitamente a disposizione dell’oncologia di Bolzano un pianoforte a coda di gran qualità, garantendone anche il trasporto. Carrara,invece, è stata aiutata ad acquistare un pregiato pianoforte Bechstein del 1930. Tuttavia, l’efficacia di concerti con questa finalità ha un senso se i concerti, o altro tipo di manifestazioni “patient-oriented”, non avverranno una tantum ma diventeranno un appuntamento fisso. L’oncologia di Bolzano ne ha già organizzati due: il primo, il 10 maggio con la partecipazione del pianista Massimiliano Ferrati (musiche di Heydn, Beethoven, Mendelssohn e Chopin), ed il secondo il 19 maggio con al piano Roberto Posseda (musiche di Schuman e Mendelssohn). Il terzo concerto all’oncologia di Bolzano si terrà il prossimo 10 giugno. Ufficialmente, il “Manifesto dei donatori di musica” relativo a questo progetto sarà presentato a Milano da Graiff al prossimo congresso nazionale di oncologia al fine di coinvolgere l’intera categoria. A una mia domanda sul tema, Graiff mi conferma: ”La musica, ma ovviamente anche altre manifestazioni artistiche, può essere uno strumento che favorisce l’interazione medico-paziente neoplastico, se anche non potrà né dovrà ovviamente mai essere il momento iniziale di una proficua relazione. Se però la condivisione e la simpatia già esistono, pure una comunicazione fatta di non-parole può potenziare la cosiddetta <alleanza terapeutica> e rendere più agevole la gestione dell’angoscia che accompagna la malattia, specie nelle sue fasi più avanzate.” Questo approccio non convenzionale, realizzato da oncologi preparati e consapevoli, è uno straordinario esempio di “good clinical practice”, di buona medicina.
Titolo originale. Tumori: umanita’, non solo farmaci.