LA…RIVINCITA DEI MANCINI SUI DESTRIMANI (26/9/08)
E’ noto che i due emisferi del nostro cervello non “sono la stessa cosa”, cioè sono incaricati di funzioni in parte condivise ma in parte specializzate. La comunicazione tra i due emisferi, garantita da un fascio di fibre di connessione costituenti il cosiddetto ”corpo calloso”, consente di integrare e fondere in modo armonico le rispettive funzioni. C’è discreto accordo sul fatto che l’emisfero sinistro, dove si trova il centro di Broca o centro del linguaggio, controlli precipuamente la formulazione e la comprensione delle parole, la strutturazione di un
discorso, la lettura e la scrittura, e che quello destro presieda alla memoria visiva, alla capacità di disegnare, all’emotività e alla creatività anche musicale. Questi dati provengono da ricerche che hanno riguardato prevalentemente i destrimani che costituiscono il 90% della popolazione. I mancini alla nascita sono infatti solo il 10% circa, percentuale che da analisi condotte sulle impronte delle mani in reperti preistorici sembra essere rimasta sorprendentemente costante dalle glaciazioni in poi. Pochi mesi fa Il mancinismo è stato oggetto di una intervista molto puntuale del primario neurologo Schönhuber e, pochi giorni fa, di un recente servizio a tutta pagina su un quotidiano nazionale. Si è attirata l’attenzione sia sul substrato anatomico del fenomeno che sul significato attribuito al mancinismo nel corso dei secoli. Da un punto di vista funzionale il cervello ”rovesciato” dei mancini, oltre a far scrivere o usare preferenzialmente la mano sinistra (il fenomeno più appariscente ed immediato), sembra avere dei plus non indifferenti. Per esempio, per la formulazione della parola il mancino usa ambedue gli emisferi e non solo il centro di Broca posto a sinistra e l’area cerebrale coinvolta durante una conferenza risulta più ampia di quella messa in funzione dai destrimani. Nella visione, il mancino coglie più rapidamente lo scenario nella sua completezza, senza “perder tempo” ad analizzarne i componenti singoli. Le informazioni necessarie a realizzare un atto complesso, ad esempio l’uso di una calcolatrice o del computer, sono elaborate in contemporanea meglio di quanto non avvenga nei destrimani. Ciononostante, i mancini sono stati per lungo tempo discriminati o quanto meno contrastati dagli insegnanti, dai genitori stessi, persino dalla religione e, fino ad un certo momento, anche dalla scienza. Lo stesso termine, a volte aggettivo a volte sostantivo, ha assunto pure nel comune linguaggio un significato implicitamente negativo: tiro mancino per azione indegna, occhiata sinistra, sinistro presagio, sinistro automobilistico e via dicendo. La mano sinistra è stata a lungo vista dai cristiani come la mano del Diavolo (anche in alcune opere pittoriche) e i mussulmani, che assegnano alla mano destra il compito nobile di mettersi in bocca il cibo, alla mano sinistra riservano quello di pulire la peccaminosa area genitale. Del resto anche scienziati poco…scienziati, fino ai primi decenni del secolo scorso, hanno considerato il mancinismo una devianza. Alcuni ritengono che certi vantaggi dei mancini possono dipendere dal fatto che, in qualsiasi tipo di competizione, essi sono abituati a misurarsi con destrimani mentre questi ultimi, confrontandosi più di rado con i mancini, hanno meno possibilità di prendere delle contromisure. Quale che sia la ragione, i mancini illustri (illustri ma non necessariamente…entusiasmanti!) non mancano certo nei vari campi. Esempi storico-politici? Alessandro Magno, Giulio Cesare, Napoleone, Hitler, Castro, Reagan, Clinton, Bush padre, Al Gore, McCain, Obama, Bin Laden, Carlo d’Inghilterra. Tra gli scienziati e artisti e troviamo Albert Einstein, Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello, Picasso, Mozart, Paganini, van Beethoven. Nello sport, tra i grandi campioni mancini troviamo Laver, McEnroe, Connors, Leconte, Nadal, Pelè, Maradona e Corso, Valentino Rossi (e, perché no?, il mio amico Giorgio Röhrich, cha dai 45 anni in poi è sempre stato campione del mondo nelle diverse categorie veterani!). A testimoniare la caduta dei pregiudizi c’è da anni la giornata (il 13 agosto) del “lefthander pride”, l’orgoglio dei mancini che si riuniscono arrivando da tutto il mondo. Che rabbia essere nato destrimano!