MA A STOMACO PIENO NIENTE ATTIVITA’ FISICA (26/8/08)
Non sono poche le persone che dopo uno sforzo a stomaco pieno, avvertono sintomi che suggeriscono la natura allergica degli stessi. E’ ipotizzabile che durante l’attività fisica gli alimenti vengano assorbiti più massicciamente, con conseguente abnorme liberazione di mediatori dell’allergia (istamina e triptasi) dai cosiddetti “mastociti”, cellule presenti nella mucosa intestinale e nel sangue. Lo sforzo può essere il più vario (danza, tennis, corsa, bicicletta) ma sembra che lo jogging prevalga, forse anche perché è oggi l’attività più praticata in modo amatoriale. In chi compie lo sforzo i disturbi affiorano entro 30-60 minuti dal pasto, possono durare da 3 ore a 2 giorni e sono molto eterogenei sia per tipologia che per gravità. Il soggetto può lamentare prurito cutaneo, orticaria, edema (angioedema) circoscritto a certi settori quali zona orbitaria o perilabiale e/o alle estremità, accesso asmatico, sintomi gastrointestinali, calo improvviso della pressione e, nei casi più gravi, collasso cardiocircolatorio (shock anafilattico). La responsabilità spetta a tutte e due le componenti, il pasto e lo sforzo. I medici hanno tardato a comprendere l’importanza di questo binomio e solo nel 1980 Schheffer e Austen nel “Journal of Allergology and Clinical Immunology” interpretavano correttamente questa patologia etichettandola come “Anafilassi da sforzo”. A non facilitare la codificazione di tale quadro hanno concorso più fattori: l’eterogeneità dei disturbi già menzionata, la eterogeneità degli alimenti potenzialmente scatenanti e il fatto che i livelli di sforzo fisico responsabili della sindrome possono essere molto diversi da un individuo all’altro e persino nello stesso individuo, a seconda delle altre varabili. I disturbi talora prescindono dal tipo di alimenti precedentemente introdotti, altre volte conseguono invece all’assunzione solo di determinati cibi e in primis, tra questi, pesce e crostacei. Altri alimenti potenzialmente responsabili sono carne di maiale, formaggio e uova, ma nella lista ci sono pure cibi apparentemente “innocenti”, quali pomodoro, cavolo, sedano, mele, pesche, arance, grano, orzo, riso. Che non si tratti di una classica allergia alimentare è dimostrato dal fatto che gli alimenti di cui sopra non scatenano alcuna sintomatologia in condizioni di riposo. E’ anche vero, tuttavia, che i sintomi dopo sforzo compaiono più di frequente in soggetti con pregressa allergia di qualche tipo. Le manifestazioni cliniche non sono costanti e ciò può dipendere dalla concomitanza o meno di fattori favorenti quali il clima troppo caldo o freddo o umido, o l’assunzione di farmaci quali aspirina, altri antiinfiammatori non-cortisonici, penicillina e derivati e, nelle donne, il ciclo mestruale. L’anafilassi da sforzo non va sottovalutata perchè l’esito o il mancato intervento medico può avere conseguenze assai serie. Al primo accenno di sintomi “allergici” occorrenti durante un’attività fisica intrapresa in fase post-prandiale il soggetto dovrebbe pertanto interrompere immediatamente l’attività e riferire dei disturbi al proprio medico. Questi potrà approfondire suggerendo dei test ad hoc (ad esempio quello del cicloergometro o del tapis roulant), finalizzati a riprodurre la sintomatologia allergica. Se il test risulta positivo, così come nei soggetti che soffrono spontaneamente di questa sindrome, si può riscontrare un aumento nel sangue di istamina e triptasi, mediatori già ricordati, gli stessi che si ritrovano aumentati pure nel sangue dei soggetti che hanno sintomi allergici da punture di insetto, nello shock da farmaci, nelle classiche allergie alimentari a riposo e nelle reazioni da mezzo di contrasto in radiologia. I disturbi più seri, quelli anafilattici, anche se rari, richiedono un trattamento d’urgenza con adrenalina, cortisonici e antistaminici, ovviamente impraticabile se il disturbo capita improvvisamente e si è soli. Meglio dunque la “profilassi del buon senso”: non fare sforzi fisici importanti se non sono trascorse almeno 4 ore dal pasto. Consiglio buono per tutti ma, ovviamente, più prezioso per i soggetti che già abbiano avuto precedenti avvisaglie. “Uomo avvisato, mezzo salvato”, è ciò che recita anche un noto detto popolare.
Titolo originale. Attivita’ fisica: salutare ma non a stomaco pieno.