Ad oggi i vaccini per prevenire la COVID-19 sono 66 e una decina sono nella cosiddetta fase 3, durante la quale il vaccino è somministrato a volontari. In questa fase 3 i volontari vengono divisi in 2 gruppi: uno riceverà a caso il vaccino, mentre un gruppo di controllo riceverà un placebo. Durante e alla fine di fase 3 si valuterà l’efficacia del vaccino in base al numero dei contagiati e all’affiorare di effetti collaterali. I dati clinici e non clinici si presenteranno dalle ditte produttrici alle autorità regolatorie per ottenere l’autorizzazione all’immissione in commercio (AIC). I principali enti regolatori sono: negli USA la FDA, in Europa l’EMA, in Italia l’AIFA, nel Regno Unito la MHRA, e l’ ICMRA (Agenzia internazionale). Il primo vaccino presentato alla FDA, e già in uso nel UK, è quello prodotto da “Pfizer e Biontech” che dimostrerebbe un’efficacia a 30gg dalla prima somministrazione del 95%. Nove su 10 casi gravi registrati di COVID-19 si sono verificati “solo” nel gruppo placebo. Il vaccino va conservato a -70° C° (problema tutt’altro che irrilevante) e ogni dose costa 15 sterline, molto più del vaccino della “Oxford-AstraZeneca” (+Pomezia). Con tale vaccino, che potrà essere conservato in frigo a 4C°, ha sollevato stupore il fatto che mezza dose (somministrata per errore invece che una!), seguita da una dose completa un mese dopo, avrebbe efficacia fino al 90%, mentre una dose doppia la ridurrebbe al 62%. Non c’è spiegazione convincente di questo apparente paradosso. Il vaccino sarebbe disponibile a un prezzo basso, circa 3 euro e 50 per dose. Il vaccino “Moderna”, negli Stati Uniti, avrebbe un’ efficacia superiore al 94,5% e per questo è stata chiesta l’autorizzazione d’emergenza per la quale è sufficiente il parere di un solo ente nazionale. Il “Moderna” va conservato a temperatura di frigorifero (2-8 C°). Il costo sarà 27,50 euro per dose. Altri vaccini sono in dirittura d’arrivo (sviluppati da Johnson&Johnson, da Sanofi e da CureVac.). Il Ministro della Salute R. Speranza ha reso noto al Senato che l’Italia ha già acquistato 202 milioni in totale di dosi di sei vaccini (AstraZeneca 40,38 milioni; Johnson&Johnson 53,84; Sanofi 40,38; Pfizer/Biontech 26,92; CureVac 30,285 e Moderna 10,768). L’obiettivo è quello di prevenire l’infezione e quindi interrompere di fatto il contagio, riducendo così la necessità di ricovero specie dei gravi. Il vaccino fa ben sperare e va fatto anche se rimane qualche quesito ancora senza risposta: quanto durerà l’efficacia? Differenze tra un vaccino e l’altro? I già guariti dalla COVID-19 dovrebbero vaccinarsi? L’esperienza già raccolta e validata dagli enti è sufficiente a escludere “rari” effetti collaterali? Ci sarà la distribuzione gratuita anche a soggetti e a Paesi a basso reddito? Autorizzazione dell’EMA prevista per il “Pfizer” il 29 o 30 dicembre e per “Moderna” il 12 gennaio.