Come altre malattie anche il cancro dello stomaco vede in gioco una serie di fattori predisponenti non sempre identificati che possono pesare alquanto diversamente nelle varie regione del globo. Tra i vari fattori ipotizzati vi sono quelli alimentari (eccesso continuativo di cibi affumicati e salati), Helicobacter pylori, gastrite cronica atrofica, fumo di sigaretta, fattori eredofamigliari, anemia perniciosa, e altro ancora. Recenti dati in qualche misura sorprendenti attribuiscono un certo ruolo anche al livello di istruzione (parametro di condizione socioeconomica), al deficit di funzione tiroidea e, forse, al genere maschile o femminile. Un alto livello d’ istruzione si assocerebbe ad una probabilità di ammalare di cancro gastrico minore del 40%, e ciò specie nei soggetti “non” infettati dall’Helicobacter pylori (differenze per altro non statisticamente significative). Il dato proviene da una meta-analisi pubblicata sull’ International Journal of Cancer (2019) di 25 studi caso-controllo raccolti da un consorzio internazionale (“Stomach cancer Pooling (StoP) Project”), per un totale di 19 mila pazienti con cancro gastrico e 24 mila soggetti non tumorali. Per gli autori (primo autore lo statistico Matteo Rota, dell’Università di Brescia) non è tuttavia chiaro quali siano in effetti i fattori che riducono il rischio di cancro correlati con il maggiore censo e il maggior livello di istruzione (maggiore razionalità e sobrietà nell’alimentazione e nelle abitudini voluttuarie negli istruiti più agiati?). Un secondo rapporto riguarda il rischio di tumore gastrico 5 volte più elevato in soggetti di sesso maschile affetti da ipotiroidismo rispetto a quelli normotiroidei, correlazione che non emerge invece nel sesso femminile. A prescindere dall’interesse medico scientifico, questo studio avrebbe importanti ricadute pratiche: pazienti ipotiroidei se curati adeguatamente non normalizzerebbero solo la funzione tiroidea ma avrebbero un rischio di ammalare di cancro dello stomaco significativamente ridotto. Un rapporto tra ipotiroidismo e tumore gastrico non è in realtà una sorpresa essendo stato prospettato già in passato da ricercatori dell’Università di Sassari, che hanno sollevato proprio la questione della differenza osservabile tra uomini e donne. Una possibile spiegazione del maggior rischio solo nei maschi, secondo gli Autori, “potrebbe risiedere in una durata più breve dell’ipotiroidismo nelle donne prima che esse ricevano una terapia sostitutiva rispetto agli uomini”. Ciò dipenderebbe dal fatto che le donne ricorrono al medico più spesso degli uomini, per cui nel sesso femminile il medico richiede più frequentemente i test di funzione tiroidea. In altre parole, in caso di ipotiroidismo le donne sarebbero sottoposte a terapia ormonale sostitutiva (tiroxina) più tempestivamente, con conseguente riduzione del rischio tumorale gastrico.