Ogni tanto i media riportano l’opinione di politici che entrano a gamba tesa su tematiche squisitamente scientifiche di cui non hanno la minima competenza. Ci sono “onorevoli” ancora attivi in politica che anni fa hanno negato l’esistenza dell’AIDS, o hanno appoggiato inconsistenti terapie antitumorali (Siero Di Bonifacio, multiterapia DI Bella) o cure consapevolmente truffaldine (Stamina). Alcuni sostengono apertamente la scientificità della omeopatia e della moxibustione e altri, infine, si dichiarano contrari alle vaccinazioni. Temi tutti che meritavano o meritano di essere discussi, ma da esperti e non dagli onorevoli “persentitodire”. Agli inizi di marzo i media danno la notizia che a queste ineffabili intrusioni se ne aggiunge quella del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il fatto è ripreso opportunamente anche da Luca De Fiore, Presidente della sezione italiana della Cochrane Collaboration, una iniziativa internazionale not profit nata con lo scopo di incentivare/difendere la medicina basata sulle prove di efficacia, ormai nota come EBM (“evidence-based medicine”). È singolare tra l’altro che l’esigenza di verificare le prove sia maturata così tardi: su cosa si dovrebbe basare la medicina se non (quando possibile) sulle prove? Tornando a Trump, egli ha invitato i vari CDC USA (Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie) a evitare l’uso nei documenti previsionali per il 2019 dei seguenti termini: evidence-based, science-based, vulnerable, entitlement (sussidio), transgender e fetus. Le reazioni hanno destato anche sul web sorpresa e sdegno. Sorpresa, perché alla opinione pubblica divieti di questo genere da parte di Trump sembrano di primo acchito inspiegabili. Sdegno, invece, da parte di clinici ed enti di ricerca che ritengono il divieto del Presidente un’interferenza politica senza precedenti. Medici e ricercatori si aspettano pertanto che i vari CDC respingano con forza il tentativo trumpiano di condizionare il linguaggio scientifico. Il massimo del ridicolo e del pericoloso è il divieto di usare l’espressione evidence-based (basata sulle prove). Per Donald Trump invece che parlare di EBM si dovrebbe ambiguamente dire: “CDC bases its recommendations on science in consideration with community standards and wishes” (il CDC basa le sue raccomandazioni sulla scienza in considerazione degli standard e dei desideri della comunità). Questa pressione politica tende a sminuire il ruolo e la metodologia della scienza per accontentare di più i pazienti (=elettori?) digiuni di medicina. Favorire il più possibile la “medicina centrata sul paziente” (patient-centered medicine) è naturalmente auspicabile, ma questa più proficua alleanza medico-paziente non si attua certo con modifiche terminologiche che sotto sotto riflettono una visione non certo progressista della medicina.