Che il paziente si informi sulla sua salute è un bene, anzi è auspicabile, ma il problema che subito si pone è “Come farlo?”. La risposta immediata e logica è “Chiedendo anzitutto al proprio medico”. Ma per motivi vari (e non solo per colpa del curante) la comunicazione medico-paziente è spesso carente o scadente. In ogni modo, la cosa peggiore per un paziente che voglia capire è quella di essere influenzato dal parere di persone digiune di medicina, o dal più generico ancora “per sentito dire”. Pullulano infatti frasi stupefacenti per la loro inconsistenza come “Dicono che…”, “Sarà un virus che gira (?)”, “Se lo vendono, quell’energizzante (?), servirà pur a qualcosa!”. E poi c’è la rete: pare che nel 2016 11 milioni di italiani abbiano consultato il web per informarsi su malattie sospette, o su farmaci specifici, o su “centri d’eccellenza” (?). E naturalmente anche i social network concorrono a diffondere informazioni di dubbia attendibilità. La storia indecente dell’autismo, da qualcuno ancora attribuibile al vaccino trivalente, è un esempio drammatico di disinformazione pericolosa. Poi magari, ma non sempre, arrivano le rettifiche, quando i soggetti sono già stati ingannati. Diceva Marc Twain che “le bugie hanno già viaggiato per mezzo mondo quando la verità si sta ancora mettendo le scarpe”. Di come informarsi meglio s’è occupato recentemente su NEGRI NEWS 174 il dr. E. Santoro, che indica 10 regole necessarie per stabilire l’attendibilità di ciò che viene riportato da stampa, TV e Web. In ultrasintesi vediamo ciò ch suggerisce lo specialista del Mario Negri: 1) L’autore della notizia deve essere identificato: inaccettabili le fonti anonime; 2) Verificare in rete anche le competenze dell’Autore e della struttura dove lavora; 3) Non credere a una sola notizia, senza confrontarla con altre fonti; 4) Diffidare delle opinioni personali non corredate da riferimenti bibliografici attendibili; 5) Sfruttare eventuali collegamenti (“link”), che consentano di verificare le fonti originali; 6) Escludere che ci siano conflitti di interesse (notizie redditizie per i proprietari del sito); 7) Verificare la data di pubblicazione: spesso viene propinata “aria fritta”, ripescata contando sulla scarsa memoria del lettore medio; 8) Verificare se sul tema trattato si sono confrontati diversi punti di vista o se non sia stato enfatizzato uno soltanto; 9) Controllare che esista un indirizzo di posta elettronica o un numero di telefono o di fax per poter contattare l’autore della notizia o il responsabile del sito, e sincerarsi poi che qualcuno risponda; 10) Se sono previsti commenti alla notizia da parte dei lettori, accertarsi che siano riportati i punti di vista di tutti e non solo di alcuni. “Uomo avvisato mezzo salvato”, recita un vecchio proverbio nostrano di scarso successo.