Una delle tante meraviglie dell’organismo è il nostro sangue che deve essere fluido per irrorare e ossigenare al meglio tessuti e organi. Tuttavia, esso è pure pronto a coagulare in caso di lesione dei piccoli vasi. La coagulazione è un meccanismo complesso che e si avvale sia di 13 fattori umorali che portano alla formazione di fibrina (matrice del coagulo) che delle piastrine le quali, aggregandosi, vanno a “tappare” la lesione che sanguina. Quando la coagulazione avviene patologicamente all’interno dei vasi sanguigni si parla di trombosi. Se il trombo, inizialmente fissato alla parete del vaso, si stacca diventa un embolo. Secondo la “Associazione per la lotta alla trombosi e alle malattie cardiovascolari” (ALT), la trombosi causa ogni anno 400 mila decessi, 50 mila conseguenti a trombosi venosa profonda, 150 mila a ictus e 200 mila a infarto miocardico. Il rischio trombotico aumenta d’estate perché con il grande caldo la sudorazione è profusa, il sangue diventa per questo più spesso e le vene (in primis delle gambe) si dilatano, causando un rallentamento del flusso. Ciò agevola la trombosi, specie nei soggetti con vene varicose nelle quali è più facile che il sangue ristagni. Ma il fattore anatomico “varici” non è l’unico ad aumentare il rischio quando il termometro si avvicina ai 40° e l’ALT sottolinea quali sono gli altri rischi. Più esposti alla trombosi risultano ad esempio coloro che hanno subito di recente un intervento chirurgico o ortopedico che li costringe a rimanere a letto a lungo, coloro che soffrono di malattie infiammatorie croniche, i soggetti in sovrappeso cospicuo, chi esagera con fumo e alcolici. La stessa gravidanza avanzata aumenta il rischio trombotico, causando compressione della vena cava con conseguente rallentamento del ritorno venoso dagli arti inferiori. I consigli della ALT atti a prevenire la trombosi d’estate sono piuttosto intuitivi, ma ne ricordiamo alcuni. In primis evitare grandi abbuffate, mangiando “poco e spesso”, aumentare l’introito idrico (ma non con bevande gassate) in ragione della maggiore sudorazione. In ore meno calde della giornata sono utili le passeggiate o l’uso di bicicletta in modo da mantenere tonici i muscoli dei polpacci e facilitare così il ritorno venoso. Per chi va al mare, evitare le assurde esposizioni solari prolungate specie nelle ore di punta, nuotare e/o passeggiare sulla spiaggia nelle ore più fresche (non mancano altri consigli dell’ALT, “strani” per chi scrive, quali l’abbondare in semi di zucca, mandorle, pistacchi). Attenti ai sintomi iniziali della trombosi: una gamba più pesante e gonfia dell’altra altra, un cordone dolente lungo il decorso di una vena (segno di tromboflebite). Le suddette precauzioni acquistano un valore ancora maggiore se il soggetto ha già avuto accidenti vascolari in passato.