Dati gli attuali progressi della diagnostica sembra incredibile che esista ancora oggi un 3-5% di pazienti con metastasi tumorali nei quali l’origine del cancro rimane sconosciuta. Un autorevole editoriale di anni fa si chiedeva persino se non poteva trattarsi di un tipo peculiare di cancro, con proprietà biologiche tali da causare una disseminazione rapida, a prescindere dalla sede di partenza. I fattori di questo “mimetismo” di alcuni cancri sono eterogenei, e tra questi possibili ci sono anomalie cromosomiche o peculiarità di vascolarizzazione del tumore primario. Ciò richiede di procedere dedicando particolare attenzione al singolo paziente, anche al di fuori di linee guida standard. In donne con metastasi nel linfonodo ascellare ma con mammografia ed ecografia negative è ad esempio ineludibile una risonanza magnetica (RM): se tale esame risulta anch’esso negativo, un cancro del seno diventa altamente improbabile. Una RM va attuata automaticamente anche in pazienti con cancro d’origine non ancora definita che siano affetti da insufficienza renale. La tomografia ad emissione di positroni (PET) sarebbe invece opportuna in pazienti con linfoghiandole del collo che istologicamente risultino invase da cellule squamose: si scoprirebbe un cancro del polmone nel 50% dei casi. Si è pure ipotizzato che una PET speciale attuata con fluoro-desossifruttosio potesse essere utile grazie all’alta sua sensibilità e specificità (80%), ma mancano al riguardo ampi studi prospettici di conferma. Le procedure invasive (broncoscopia, gastroscopia, colonscopia, eco-endoscopia) vanno pure messe in atto ma non “alla cieca” e solo se eventuali sintomi del paziente orientano segnatamente verso organi specifici. I cosiddetti marcatori tumorali (CEA, CA125, CA19/9, CA27.29, CA 15.3), preziosi nel monitorare il decorso e nel rilevare recidive tumorali, sono invece scarsamente utili per individuare l’origine di un cancro, fatta eccezione per il PSA nei pazienti con metastasi ossee (benché questo antigene non sia specifico del cancro ma solo della prostata). Lo stesso dicasi per l’alfa-fetoproteina, quando è forte il sospetto di carcinoma epatico. I test immunoistochimici, che prevedono l’uso di anticorpi da usare sul campione biotico, potenziano le informazioni ricavabili dalle comuni biopsie, ma la loro specificità (= negatività nei sani) è tuttavia modesta. È già un successo con questi esami il riconoscimento nel 25% dei pazienti con metastasi della sede primitiva del tumore. Poco efficaci anche le tecniche biomolecolari/genetiche più sofisticate e di non comune disponibilità. Un recente studio promettente sembra essere quello sostenuto dalla fondazione AIRC di studiosi del laboratorio guidato da Manuela Ferracin al Dipartimento di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale dell’Università di Bologna in stretta collaborazione con l’Unità di Anatomia Patologica del Policlinico di Sant’Orsola. Questi ricercatori hanno messo a punto un test molecolare basato, su piccole molecole di RNA (microRNA) che contengono al loro interno informazioni genetiche specifiche. Dato che le cellule metastatiche mantengono alcune caratteristiche riconducibili al tessuto di origine, mediante l’analisi di un insieme di microRNA diventerebbe possibile individuare l’origine del cancro primario. L’eventuale mancata identificazione di questo rende comunque più problematica ancora la terapia. Nei pazienti con tumori di origine sconosciuta la sopravvivenza è maggiore se le metastasi sono linfonodali o peritoneali (14-16 mesi) e minore se si tratta di metastasi viscerali. In sintesi, la maggioranza dei pazienti nei quali sfugge la sede primaria, la neoplasia risulta meno curabile rispetto a quella dei pazienti nei quali l’origine viene individuata. Un test molecolare messo a punto a Bologna (pubblicato sulla rivista Molecular Oncology). potrebbe migliorare i tempi e modi della terapia in malati di questo tipo. Stiamo a vedere, non dimenticando l’assoluto valore della prevenzione e quindi evitando “sempre e comunque”, fattori riconosciuti di cancro, fumo in primis e abuso alcolico